Investimenti, rendimenti attraenti mettono le ali al crowfunding immobiliare

23 Luglio 2019, di Mariangela Tessa

Il crowdfunding è uno strumento sempre più popolare per raccogliere capitali nel settore immobiliare. E allo stesso tempo si sta imponendo tra i privati come forma di investimento alternativa grazie a rendimenti da fare invidia a molti strumenti finanziari.

Che cosa è

Il real estate crowdfunding è un sottoinsieme del crowdinvesting che permette a diffusi investitori di partecipare al finanziamento di un progetto immobiliare in ambito residenziale o commerciale, in cambio di una remunerazione del capitale. Il progetto tipicamente è relativo all’acquisto di un immobile, affinchè sia messo a reddito, piuttosto che alla ristrutturazione di una proprietà immobiliare (che pure sarà messa a reddito o venduta maturando una plusvalenza), o allo sviluppo di un progetto greenfield. L’oggetto dell’investimento può essere anche un’infrastruttura.

I numeri italiani

La confermare della rapida affermazione del settore è arrivata dall’Osservatorio crowdinvesting del Politecnico di Milano che, nel rapporto 2019,  ha evidenziato la presenza di sei piattaforme con una raccolta pari a 15,6 milioni nel periodo luglio 2018-giugno 2019, suddivisi in 8,8 milioni nel segmento “equity” (8 progetti, in questo caso l’investimento avviene attraverso sottoscrizione di titoli di proprietà del capitale di un veicolo societario che promuove il progetto immobiliare) e 6,8 nel “lending” (31 progetti, l’investimento avviene prestando denaro ai promotori del progetto immobiliare, che poi lo rimborseranno riconoscendo una remunerazione, che può essere fissa o indicizzata).

Si tratta di un balzo in aventi rispetto al 2018, che  si fermava a due operatori attivi e una raccolta intorno agli 8 milioni complessivi nel periodo luglio 2017-giugno 2018. Complessivamente ad oggi, i capitali raccolti dal crowdfunding immobiliare in Italia ammontano 22,6 milioni. E secondo le stime del Politecnico, i prossimi mesi segneranno un’ulteriore spinta in avanti con un target stimato di raccolta pari a 30 milioni da qui a giugno 2020.

Il confronto con i partner europei

Nonostante la crescita, l’Italia resta indietro rispetto ai leader europeo indiscussi che sono Germania e Uk, con 390 milioni di raccolta ciascuno a fine 2018, seguiti da Svizzera e Francia con rispettivamente 241 e 197 milioni.