Investimenti alternativi: i private equity supereranno gli hedge fund

2 Novembre 2018, di Fabrizio Guidoni

Gli investimenti in private equity diventeranno più grandi di quelli in hedge fund, elevandosi ad asset class più importante tra gli investimenti alternativi entro i prossimi cinque anni. A sostenere quello che potrebbe essere un vero cambio di ere nel mondo degli alternative investiment è uno studio appena pubblicato dalla società di analisi Preqin.

Secondo gli esperti, gli investimenti alternativi raggiungeranno la notevole cifra dei 19.000 miliardi di dollari entro il 2023, in netta crescita dai 12.000 miliardi registrati a fine 2017. In questa prospettiva il private equity (investimento di medio-lungo termine in imprese non quotate riservato a investitori qualificati e istituzionali) arriverà a occupare una quota pari a 7.000 miliardi di dollari, seguiti da lontano dagli hedge fund visti totalizzare “solo” 4.900 miliardi di dollari.

Lo studio di Preqin, ripreso anche dal Financial Times, evidenzia anche che l’asset class alternativa del private debt raddoppierà di volume, balzando a 1.900 miliardi di dollari mentre gli investimenti in infrastrutture si posizioneranno a 1.400 miliardi di dollari.

Come ha spiegato Mark O’Hare, amministratore delegato di Prequin, uno dei principali driver della crescita attesa del mondo degli investimenti alternativi sono i rendimenti a lungo termine dimostrati nel tempo, i tassi di crescita del private debt e la diffusione di queste tipologie di investimenti nei mercati emergenti.

Il ruolo centrale del private equity come strumento principale di diversificazione a fianco delle classiche asset class finanziarie del risparmio gestito è confermato dall’ultimo Osservatorio dell’investment management firmato da SimCorp (uno dei maggiori provider per soluzioni software del settore) stilato in collaborazione con la business school europea Essec, che ha studiato i principali driver del comparto. Nell’ampio studio implementato della società guidata dall’amministratore delegato Klaus Holse, che ha coinvolto attraverso una serie di interviste le maggiori società operanti in Italia, Francia e Spagna, è appunto emerso che nelle strategie d’investimento più utilizzate spicca la “diversificazione” e in particolare che gli investimenti più scelti a tale scopo sono proprio gli investimenti alternativi come private equity, private debt, fondi immobiliari e infrastrutture.