Intesa, l’assemblea approva l’aumento di capitale in vista dell’Ops su Ubi

28 Aprile 2020, di Alberto Battaglia

L’assemblea degli azionisti di Intesa Sanpaolo ha approvato con voto pressoché unanime (98,04%) l’aumento di capitale da  1,945 miliardi nell’ambito dell’offerta pubblica di scambio lanciata su Ubi Banca lo scorso 18 febbraio e che entrerà nel vivo nel mese di giugno.
L’operazione procede, dunque, nonostante le nette prese di posizione contrarie all’integrazione dei due istituti espresse dal Comitato Azionisti di Riferimento (Car), titolare del 18% delle azioni di Ubi banca.

Per l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, l’operazione è destinata ad procedere:

“L’operazione andrà avanti anche in presenza di adesioni al 50% più una azione del capitale di Ubi”, ha detto l’ad intervenendo telefonicamente all’assemblea riunita nella sede torinese, “la creazione di un campione italiano, leader a livello continentale, grazie alla posizione di settimo operatore per generazione di ricavi e terzo per valore di Borsa dell’Eurozona, sarà in grado di generare ulteriori benefici per tutti gli stakeholder e per i territori di elezione di Ubi”. Secondo Messina, inoltre, “nel contesto generato dall’epidemia da Covid-19, l’operazione acquisisce maggiore valenza strategica e per Ubi Banca una prospettiva ancor più rilevante” in quanto “elevata patrimonializzazione, robusta copertura dei crediti deteriorati, dimensione, diversificazione e capacità di investimento assumono ora ulteriore valore”.

L’offerta di Intesa, che non sembra suscettibile di modifiche, prevede un rapporto di scambio di 1,7 fra le azioni dei due gruppi bancari.

Nel merito dell’operazione, che porterebbe alla creazione del quinto gruppo europeo per asset, Messina ha affermato che:

“sono previsti ogni anno 10 miliardi di credito aggiuntivi, senza alcuna revoca dei fidi concessi”. Per quanto riguarda il personale di Ubi, l’ad di Intesa ha assicurato la “piena autonomia nell’erogazione del credito a livello locale” con l’impegno di rafforzare “queste aree grazie all’assunzione di 2.500 giovani, mentre le uscite saranno solo su base volontaria, come Intesa Sanpaolo ha sempre fatto con le sue persone”.

Sul fronte dividendi Messina ha poi aggiunto:

“nei territori in cui è presente Ubi e dove sono presenti i suoi azionisti”, la nuova banca sarà “in grado di portare la nostra capacità di remunerare gli azionisti in maniera significativa e sostenibile, con dividendi distribuiti pari a circa 13,5 miliardi in 5 anni, senza considerare i 3,4 miliardi di dividendi a valere sull’utile 2019, la cui distribuzione è stata sospesa sino a ottobre raccogliendo le raccomandazioni della Bce”.