INTERROGAZIONE SU ACCORDO POLIZIA-TELECOM

4 Giugno 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 4 giu – Da tre anni Telecom Italia, grazie a un accordo firmato il 15 settembre 2004 da Gianni De Gennaro e Marco Tronchetti Provera, è partner della Polizia postale per quanto riguarda la protezione delle infrastrutture strategiche di telecomunicazioni. Recita il testo del comunicato, ancora presente sul sito della polizia, che l’intesa mira a “migliorare la prevenzione dei crimini informatici a danno delle infrastrutture tecnologiche di telecomunicazione”. Il testo, reso pubblico dal deputato radicale Maurizio Turco attraverso una interrogazione al presidente del Consiglio e al ministro dell’Interno, pone- secondo il deputato – più di un problema alla luce delle inchieste degli ultimi mesi sulle attività illegali del cosiddetto Tiger Team, i “commandos” della sicurezza Telecom accusati, tra l’altro, di aver messo sotto controllo la posta della Rcs-Corriere della Sera. “Il governo Prodi e quello Berlusconi dovrebbero chiarire molte cose – sostiene Turco – Bisognerebbe rendere pubblici i dettagli di questo accordo, far sapere all’opinione pubblica se è ancora valido e se, visto che è in scadenza, si intende rinnovarlo”. Secondo il parlamentare radicale sarebbe anche il caso che il Viminale spiegasse “se è stato accertato un uso fraudolento, da parte di dipendenti o dirigenti di Telecom Italia, di dati sensibili di utenti privati o istituzionali, non impossibile visto quanto riportato dalla stampa” e ancora “se la Polizia postale abbia preso qualche provvedimento per prevenire, controllare e contrastare eventuali abusi” da parte del personale Telecom Italia. “Mi sembra paradossale – aggiunge Turco – che la polizia anziché controllare la società allora guidata da Tronchetti Provera firmasse con quell’azienda accordi sulla sicurezza che le avrebbero reso più facili le violazioni. Quella di Telecom è una storia ancora tutta da scrivere. A questo proposito il Parlamento europeo si sta chiedendo perché il governo Prodi abbia apposto sulla vicenda Abu Omar un segreto di Stato ancor più stringente di quello utilizzato da Berlusconi”.