Insurtech, il futuro delle assicurazioni è sempre più vicino

25 Gennaio 2019, di Redazione Wall Street Italia

di Sandra Riccio

Chat-bot, blockchain e robot stanno trasformando il vecchio mondo delle assicurazioni. Per le compagnie tradizionali è una sfida per la sopravvivenza. Può però diventare un’opportunità

Per il settore delle assicurazioni si sta avvicinando il momento della verità. L’Insurtech, vale a dire il mondo delle nuove tecnologie applicate alle polizze, ha fatto il salto di qualità e ora è entrato in una nuova fase, più matura. L’accelerazione è arrivata insieme ai progressi fatti dall’Intelligenza artificiale (Ai) ma al forte processo di innovazione hanno contribuito anche l’utilizzo sempre più sofisticato di chat-bot e l’evoluzione della Blockchain e delle automazioni robotizzate.

Una nuova sfida

Le compagnie assicurative si trovano quindi a dover affrontare questa nuova sfida. Per lungo tempo il comparto è stato considerato altamente impenetrabile. La complessità del settore, l’elevata regolamentazione e la scarsa scalabilità facevano da barriere all’ingresso. Ora però la minaccia è più che concreta e reale.

“Per questa ragione le compagnie assicurative più tradizionali devono valutare a fondo i cambiamenti in atto e cercare di trasformare le nuove sfide in opportunità”

afferma Paolo Gianturco, senior partner di Deloitte – responsabile FinTech.

Una possibile risposta passa attraverso le stesse tecnologie distruptive che stanno aggredendo il settore. Molti grandi gruppi assicurativi stanno già puntando su questi strumenti in modo da arginare il pericolo in arrivo.

Le nuove tecnologie

Tra le nuove tecnologie quelle più citate dagli esperti sono i chat-bot di ultima generazione, vale a dire le chat robotizzate che affiancano gli operatori del settore e offrono risposte elaborate alla clientela. Se fino a qualche anno fa si trattava di un servizio sommario, con informazioni spesso standardizzate e con un grado di approfondimento limitato, ora il livello di specializzazione raggiunto è sempre più sorprendente. I progressi fatti dalle tecnologie cognitive negli ultimi anni permettono, infatti, di utilizzare questo tipo di strumento in maniera sempre più appropriata e massiccia.
Il risultato si vede sul risparmio di tempo e di costi realizzato dalle aziende che hanno adottato questi sistemi. Alcuni grandi gruppi già sono attivi su questa strada. È il caso, per fare un esempio, di Allianz e di Rbc Insurance che in Canada sfruttano chat-bot alimentate dall’Intelligenza artificiale per migliorare l’efficienza dei propri servizi di assistenza alla clientela. Alcune grandi realtà indiane nel mondo dei servizi finanziari, come Bankbazaar.com, Policybazaar.com ed Easypolicy.com, hanno invece scoperto che i chat-bot aiutano anche a far crescere il numero di clienti.

Trasferire le informazioni

Una tecnologia dal potenziale enorme è poi quella della Blockchain.

Gli smart contract, basati sulle Blockchain, consentiranno di costruire un servizio più efficiente grazie alla possibilità di ridurre le frodi, di tarare al meglio i prezzi e grazie alla gestione più appropriata dei sinistri – afferma Paolo Gianturco -. In più con la Blockchain emergono anche nuovi modelli di servizi che consentono di attirare più clientela”.

Robot in primo piano

Anche l’aspetto dei robot è in primo piano e si tratta di un tema che è soprattutto sotto gli occhi dei direttori finanziari delle compagnie assicurative. I robot o meglio l’automazione robotizzata dei processi (Rpa) consente, infatti, di impiegare meglio le risorse in azienda.

Le leve tradizionali sfruttate fino ad ora per il taglio dei costi non sono più adeguate alle sfide che oggi devono affrontare le società assicurative – dice Paolo Gianturco -. I software che automatizzano le attività manuali più ripetitive e prevedibili aiutano invece le aziende a migliorare l’efficacia dei propri servizi a costi inferiori”.

Diversi gruppi assicurativi, per esempio Aviva, stanno avviando iniziative di questo tipo.

Numeri di rilievo

Una conferma del salto di qualità fatto dal settore Insurtech arriva dai numeri sugli investimenti nelle società di questo ambito. Gli investitori, infatti, adesso puntano soprattutto sui servizi innovativi proposti da società già avviate e guardano di meno alle start-up.

Una recente analisi condotta da Deloitte sulla base dei dati raccolti negli ultimi 18 mesi da Ventur Scanner dimostra che i capitali vanno verso progetti già rodati. Questo andamento è dimostrato anche dal fatto che l’attività di lancio di nuove start-up Insurtech ha registrato una brusca frenata nella prima metà del 2018. Il numero di debutti si è infatti fermato a quattro. Questo trend discendente ha preso il via l’anno scorso, quando sono state lanciate 88 Assicurtech, contro un numero quasi doppio sia nel 2016, sia nel 2015.

Il forte ridimensionamento non significa però che la corsa all’oro dell’Insurtech vissuta nell’ultimo decennio stia per finire. Al contrario, in questo giovane settore sono affluiti 869 milioni di dollari nel corso del primo semestre del 2018, in linea con gli 1,83 miliardi di dollari che sono stati raccolti l’anno precedente, il secondo anno più ricco in termini di capitali affluiti.

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di gennaio del magazine Wall Street Italia