Economia

Inps prepara la “piattaforma delle piattaforme” per i lavoratori della Gig economy

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Inps prepara la “piattaforma delle piattaforme” per i lavoratori della Gig economy

Una realtà di circa 1 milione di lavoratori operanti nella Gig economy in Italia, di cui  65.000 rider, la cui tracciabilità è difficile. Così il presidente dell’Inps Pasquale Tridico ha annunciato che per dare maggiori tutele a tali soggetti si sta pensando alla realizzazione della piattaforma delle piattaforme in collaborazione con l’ Inail, con l’obiettivo di inserire i lavoratori della Gig-Economy, al fine di ridurre l’economia sommersa e nella prospettiva che diventi un vero e proprio “market place” che permetta di valutare l’assunzione da parte delle aziende, usufruendo di sgravi fiscali e contributivi. Una sorta di Linkedin dell’Inps in sostanza.

Rider e altri soggetti accomunati dal fatto di essere attivi tramite piattaforme web sono i lavoratori della Gig economy e a chi è dedicato l’intervento di Tridico.

 Noi oggi siamo in grado a mettere a disposizione una piattaforma di collegamento tra tutte le piattaforme del food delivery e i lavoratori stessi. L’evoluzione del mercato negli ultimi anni ha comportato molte nuove tipologie di lavoro non continuative che molto spesso purtroppo non rendono possibile la adeguata tracciabilità”.

Così Tridico parlando dinanzi alla Commissione Lavoro, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui lavoratori che svolgono attività di creazione di contenuti digitali ha spiegato cos’è e come potrebbe funzionare la piattaforma.

La piattaforma che possiamo mettere a disposizione è frutto di un’intensa collaborazione con l’Inail che permette di raccogliere informazioni che possono essere fruite da diversi soggetti: INPS, Inail, rider, le piattaforme. L’obiettivo è la riduzione dell’economia sommersa cui è soggetto questo mercato e la relativa tutela dei lavoratori della Gig economy, a beneficio dei lavoratori coinvolti (…)  Le ispezioni dell’istituto nel settore del food delivery, hanno fatto emergere una realtà di circa 65mila lavoratori rider“. “Un eventuale riconoscimento di una figura nuova dovrebbe andare sotto una possibile dicitura di lavoratore della piattaforma siano essi riderdigital creator o altre forme di lavoro che nei prossimi anni evolveranno ancora. Si potrebbe immaginare una tutela di welfare minimo per tutti i lavoratori delle piattaforme nell’ottica dell’universalità verso la quale mi sembra stia andando anche il legislatore, al di là della categoria del lavoro di appartenenza” (…) La piattaforma immaginata dall’ Inps garantirà la trasparenza, la disponibilità e la veridicità dei dati afferenti alle prestazioni lavorative, riducendo la concorrenza sleale. E fornendo supporto alle aziende virtuose»