Inflazione in rialzo: stangata fino a 1000 euro per gli italiani

1 Ottobre 2021, di Mariangela Tessa

La corsa dell’inflazione rischia di rendere più poveri gli italiani a causa dei numerosi rincari. La conferma arriva dalle principali associazione dei consumatori, all’indomani della diffusione dei dati provvisori sull’indice dei prezzi al consumo di settembre resi ieri dall’Istat.

“Si conferma la stangata d’autunno” preannunciata dal Codacons. “L’Istat conferma in pieno l’allarme lanciato nelle scorse settimane dalla nostra associazione circa i rincari che si sarebbero abbattuti sulle famiglie a settembre – spiega il presidente Carlo Rienzi – L’inflazione al 2,6% produce un aggravio di spesa su base annua pari a +799 euro a famiglia”.

E la stangata d’autunno, a quanto pare proseguirà nelle prossime settimane, a fronte dei rincari previsti, a partire da oggi, delle bollette luce e gas oltre che dall’andamento al rialzo della benzina e dei beni energetici. “Per tale motivo – continua Rienzi – rivolgiamo un appello al Governo Draghi affinché intervenga per contenere la crescita dei listini salvaguardando le tasche dei consumatori che si apprestano ad affrontare una nuova stangata».

A mettere in evidenza la necessità che il Governo intervenga immediatamente per raffreddare i prezzi dei beni energetici, ci pensa anche Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, che definisce l’impennata dell’inflazione di settembre come “dato grave e allarmante”.

“Bisogna che il Governo intervenga immediatamente per raffreddare i prezzi dei beni energetici. Gli interventi fatti sulle bollette della luce e del gas non sono bastati ad evitare alle famiglie una stangata senza precedenti, con un rincaro su base annua pari a 355 euro, 184 euro per la luce e 171 euro per il gas. Per questo serve subito un secondo intervento, che includa anche le accise sulla benzina e sul gasolio, saliti in un anno, rispettivamente, del 18,4% e del 17,9%, ma che ritorni anche su luce e gas, azzerando come promesso gli oneri di sistema del gas, che invece sono rimasti, per quanto abbattuti del 66,26%, e che poi agisca sulle accise, che per il gas pesano sulla bolletta finale per il 15,78% e annulli anche le addizioni regionali del gas che gravano per il 2,10%. Pericoloso anche il raddoppio del carrello della spesa, che passa dal +0,6% di agosto all’1,2% di settembre, visto che incide direttamente sulla spesa di tutti i giorni della casalinga di Voghera” aggiunge Dona.

Quanto pesa l’inflazione sulle tasche degli italiani

Tradotto in spese, l’Unione Nazionale Consumatori ha così calcolato gli effetti dell’inflazione al 2,6% su una famiglia.

Per una coppia con due figli: un aumento del costo della vita pari a 959 euro su base annua, 361 solo per Abitazione, acqua ed elettricità, 378 euro per i Trasporti.

Per una coppia con un figlio: la maggior spesa annua è pari a 893 euro, 362 per l’abitazione, 329 per i trasporti, per una famiglia media il rialzo complessivo è di 748 euro, 339 per l’abitazione e 242 per i trasporti.

I dati Istat

Secondo le stime preliminari dell’ISTAT, a settembre l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra una diminuzione dello 0,1% su base mensile e un aumento del 2,6% su base annua (da +2,0% del mese precedente). Per vedere un livello così alto dei prezzi bisogna tornare indietro all’ottobre del 2012.

Oltre all’aumento molto ampio dei prezzi dei Beni energetici (sia per la componente regolamentata sia per quella non regolamentata), si registrano accelerazioni della crescita dei prezzi anche in altri comparti merceologici che spingono l’inflazione di fondo sopra il punto percentuale. Anche i prezzi del carrello della spesa accelerano nuovamente, registrando un aumento che rimane però inferiore alla metà di quello riferito all’intero paniere.
Accelera il carrello della spesa

Accelera il cosiddetto carrello della spesa a settembre. I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona salgono da +0,6% a +1,2% e quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto da +2,4% a +2,8%.