Indesit chiude, “tutti a casa”. Alta tensione

28 Giugno 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – E’ impossibile approvvigionare correttamente le linee produttive”. Così Indesit Company ha motivato, in una comunicazione inviata ai lavoratori, la scelta di mettere in libertà gli operai dei due siti produttivi di Fabriano. L’azienda si dice “costretta ad effettuare il fermo produttivo” e prevede una ripresa dell’attivita il 2 luglio. Ma il titolo sale a Piazza Affari +2,34% a 5,39 euro.

Tutti a casa

Indesit Company ha messo in libertà i lavoratori degli stabilimenti di Melano e Albacina, a Fabriano, dopo gli scioperi dei giorni scorsi contro il piano di ristrutturazione dell’azienda. E in una nota congiunta Fiom, Fim e Uilm accusano l’azienda di “comportamento antisindacale”. Il responsabile metalmeccanici per Fabriano della Fiom Cgil, Fabrizio Bassotti, parla di “provocazione”. I sindacati si sono riuniti in assemblea con gli operai presso i siti Indesit di Fabriano.

Intervenga il Governo

“Il ministro Zanonato intervenga in modo deciso e coraggioso su Indesit e a sostegno dell’intero settore degli elettrodomestici”, dice Gianluca Ficco, coordinatore nazionale Uilm del settore elettrodomestici. “I lavoratori di Indesit – sottolinea Ficco – non stanno lottando solo per difendere il proprio lavoro, ma nell’interesse dell’intero Paese. Stanno mandando un messaggio preciso all’azienda ed al Governo: se il processo di delocalizzazione e deindustrializzazione andrà avanti incontrastato, per il 99% degli Italiani non ci sarà più un futuro”.

Tensione ai cancelli

Slogan contro il management dell’azienda gridati al megafono, ma anche fischi
all’indirizzo dei pochi impiegati rimasti al lavoro: a Melano e Albacina si respiras tensione fra gli operai della Indesit Company. “Stiamo valutando con i nostri legali se la comunicazione di Indesit è corretta, sia dal punto di vista sostanziale sia formale” dice Andrea Cocco della Fim. I due presidi dovrebbero diventare permanenti, ma tute blu e sindacalisti stanno ancora valutando le forme di lotta da attuare nelle prossime ore. (Rainews)