Inchiesta Consip: soldi a Tiziano Renzi per la sua mediazione

2 Marzo 2017, di Alessandra Caparello

Per aprire le porte di Consip, Romeo avrebbe concordato, con Russo, dazioni di 30mila euro al mese per Tiziano Renzi. Questa l’accusa che i Pm scrivono in merito all’inchiesta sulla gara d’appalto della centrale d’acquisto per i beni e servizi della Pubblica amministrazione, in cui rivela un gravissimo quadro di infiltrazione criminale.

Attori principali della vicenda Alfredo Romeo, l’imprenditore ambizioso che voleva accaparrarsi le fette di quella torta chiamata Consip pari a 2 miliardi e 700 milioni di euro e accusato di una sistematica opera di corruzione. E per farlo coinvolse le alte sfere, il livello politico più alto come si legge nelle carte dell’inchiesta. Ossia il padre dell’ex premier, Tiziano Renzi. Altro attore è Carlo Russo il rampante “facilitatore” toscano amico della famiglia Renzi, con cui lo stesso Romeo si sarebbe accordato come scrivono i pm nelle carte dellinchiesta.

“Alfredo Romeo, previo concerto con Italo Bocchino, si sia accordato con Carlo Russo (a fronte di ingenti somme di denaro promesse) affinché questi, utilizzando le proprie relazioni (di cui vi è prova diretta) e le relazioni di Tiziano Renzi (con il quale lo stesso Russo afferma di aver agito di concerto e al quale parimenti, da un appunto vergato dallo stesso Romeo, appare destinata parte della somma promessa), indebitamente interferisca sui pubblici ufficiali presso la Consip, al fine di agevolare la società di cui Romeo è dominus”.

Le somme di denaro promessi a Renzi senior erano il suo compenso per l’attività di mediatore con l’ad di Consip Luigi Marroni. Uno dei punti chiave dell’indagine è proprio il rapporto dell’imprenditore Romeo con Carlo Russo e Tiziano Renzi e questo in base alle intercettazioni in cui Russo parla di soldi promessi, nonché della conoscenza con Luca Lotti, all’epoca sottosegretario a Palazzo Chigi e oggi ministro dello Sport.