In Italia sono i nonni il vero welfare: 1 su 3 fonte di sostegno economico

17 Giugno 2019, di Alessandra Caparello

Con l’arrivo dell’estate e la chiusura delle scuole, molte famiglie si affidano ai nonni, fonte di welfare irrinunciabile. Più di un italiano su due (58%) infatti, di fronte ai tanti impegni di lavoro e alle incombenze della vita quotidiana, si affida ai nonni per la cura dei figli.

Il dato è quello che emerge dall’ultima ricerca dell’Osservatorio di Reale Mutua sul welfare secondo cui i nonni di oggi, rispetto al passato, sono anche più attivi e moderni  visto che godono di buone condizioni di salute (41%), hanno maggiore dimestichezza con la tecnologia (40%) e un buon livello di istruzione (30%). Inoltre sono più propensi a concedersi svaghi e piccoli piaceri (39%), come cene, viaggi e uscite culturali, e non rinunciano all’attenzione a loro stessi e al loro benessere (14%).

Le modalità con cui i nonni sostengono la famiglia sono diverse: dalla cura dei nipoti (49%), badando a loro quando i genitori sono impegnati al lavoro al sostegno economico per più di un italiano su tre (38%) fino alla gestione della casa e del disbrigo di mansioni e commissioni (13%).

Emerge dalla ricerca come oggi molte famiglie abbiano grosse difficoltà a conciliare i tempi di lavoro con la cura dei figli e la gestione della casa (45%), a cui si aggiunge l’assenza o la carenza di servizi e strutture (31%) come centri ricreativi e asili nido che possano prendere in carico i figli durante la giornata. Per quasi un italiano su tre inoltre le nuove generazioni di genitori si trovano in una condizione economica e sociale molto più difficile di quelle che le hanno precedute, senza contare le famiglie in povertà (27%) e la difficoltà di raggiungere una stabilità lavorativa (24%). Ma dice il rapporto, tra i venti contrari che possono far venire meno questo grande aiuto offerto alle famiglie dai nonni vi è in primis l’aumento dell‘età pensionabile (36%) che inevitabilmente costringe i nonni a stare a lavoro più a luglio, la presenza di nonni single o con nuovi partner (16%) e la lontananza da figli e nipoti (15%), magari trasferitisi altrove per motivi di lavoro.