In Grecia vogliono imporre tassa sui prelievi al bancomat

28 Novembre 2016, di Daniele Chicca

Non bastavano le tasse imposte durante gli anni dell’austerity. Ora i cittadini greci rischiano di dover pagare un’imposta anche sulle operazioni di prelievo del denaro dal bancomat. Con la scusa della lotta alle transazioni in nero e all’evasione fiscale, le banche in Grecia hanno proposto l’introduzione di una tassa sui prelievi agli sportelli del bancomat.

Tra le misure proposte dalle banche greche, in un paese dove non va dimenticato che il 30% della popolazione è a rischio di finire sotto la soglia della povertà, spunta quella di una tassa speciale sui prelievi di contanti. L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare le transazioni elettroniche e limitare l’uso del contante in un’economia stritolata dagli episodi di corruzione e di evasione, fenomeni molto presenti in Grecia.

Stando a quanto riportato da Keep Talking Greece, per difendere la proposta impopolare, i banchieri hanno sottolineato che attualmente in Grecia i contanti possono essere trasferiti nell’economia in nero troppo facilmente e in grandi somme. Tassare i prelievi al bancomat ridurrebbe drasticamente le operazioni in contanti e di conseguenza infliggerebbe un duro colpo all’economia sommersa.

Il provvedimento non coglie di sorpresa chi sta seguendo gli ultimi sviluppi rappresenterebbe una novità assoluta. In tutto il mondo è in atto una guerra ai contanti. Le autorità, non solo dell’India, ma anche dell’Eurozona, hanno già diminuito la presenza di banconote di grosso taglio adducendo come obiettivo quello di ridurre la criminalità e contrastare l’evasione fiscale.

Un mondo senza contanti, con sole valute elettroniche e digitali, permetterebbe alle banche e ai governi di controllare i movimenti di denaro e impedire una corsa agli sportelli da parte dei clienti. Il rischio di una fuga dei correntisti si è alzato con le ultime norme introdotte in materia di bail-in. Una cancellazione dei contanti offrirebbe anche la possibilità alle banche centrali di imporre tassi negativi senza correre il rischio di instaurare una fuoriuscita di capitali dal settore bancario.

I banchieri greci vorrebbero che le carte di credito e i bancomat, strumenti da affiancare con nuove tecnologie per facilitare le operazioni senza contanti, venissero utilizzate per l’acquisto di beni di tutti i giorni, come un biglietto dell’autobus o un giornale all’edicola.

Di recente l’India ha imposto un divieto alle banconote da 500 e 1000 rupie, che rappresentano ben l’80% del denaro in circolazione. L’abolizione di questi contanti ha creato grande confusione e scatenato le proteste di una parte della popolazione. La misura ha provocato un crollo della rupia, ha alimentato incertezze economiche e ha spinto mezza popolazione a gettarsi in strada e fare file infinite al bancomat.