In arrivo il Jobs Act delle partite Iva

9 Maggio 2017, di Alessandra Caparello

MILANO (WSI) – Dopo circa tre anni domani il Senato darà il via libera definitivo al primo statuto delle partite Iva, ribattezzato il Jobs Act dei lavoratori autonomi che riconoscerà per la prima volta al popolo dei free lance italiani, circa due milioni e mezzo di invisibili, diritti quali maternità e malattia e gravidanza e non solo.

Partendo proprio da tali congedi, il provvedimento prevede che chi svolge attività continuativa per un committente potrà esser tutelato. Così la lavoratrice autonoma in gravidanza potrà ancora fatturare e percepire l’indennità, andando in congedo per 6 mesi ma entro i primi tre anni dalla nascita del figlio.

Inoltre la lavoratrice free lance, sempre in caso di maternità, potrà concordare con il committente di essere sostituita da una persona di fiducia in possesso dei requisiti professionali. Nei casi di infortunio o malattia, il rapporto di lavoro con il committente verrà sospeso per un massimo di cinque mesi.

Passando agli aspetti fiscali e contabili, il Jobs Act delle partite Iva introduce altre tutele e diritti. Così non sarà possibile saldare le fatture oltre i 60 giorni e qualunque clausola lo preveda sarà considerata nulla. Si prevede un innalzamento delle spese deducibili per corsi di aggiornamento professionale e orientamento a 10 e 5 mila euro, mentre le spese sostenute per svolgere un incarico sostenute dal datore di lavoro non andranno a incidere sul reddito della partita Iva.

L’accordo tra il lavoratore autonomo e il suo committente dovrà anche prevedere per legge il cosiddetto diritto alla disconnessione, ossia i tempi di riposto. Per quanto concerne i compensi e le clausole, queste dovranno essere gli stessi dei lavoratori interni all’azienda che svolgono le medesime mansioni.