Imu: “il cattivo accordo di Roma. E’ l’Italia che perde”

30 Agosto 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – “Rome’s bad deal, ovvero il cattivo accordo di Roma. E ancora: “L’Italia è quella che perde con la vittoria di Berlusconi sull’Imu”. E’ così che il Financial Times commenta l’accordo italiano con cui è stata abolita la tassa sulla prima casa.

“Il compromesso con il partito del Popolo della Libertà ha scacciato un’altra minaccia che incombeva sulla coalizione fragile dell’Italia. Ma ha anche siglato il trionfo delle politiche di breve termine rispetto agli interessi di lungo termine dell’Italia”, scrive il quotidiano britannico.

Letta si è di fatto “arreso alle pressioni del Pdl sulla tassa”. A questo punto, un ritorno alle urne è difficile prima della primavera. Ma le tensioni tra il Pd e il Pdl non scompariranno di certo e saranno queste a impedire che urgenti riforme vengano varate.

Come al solito, “Il Cavaliere ha giocato bene. Ma mentre lui canta vittoria contro i rivali, l’Italia è ancora una volta la perdente”.

Un altro articolo del Financial Times sottolinea inoltre che la “rimozione della tassa, per quest’anno, è accolta come un sollievo e potrebbe dare linfa ai mercati stagnanti edilizio e immobiliare. Tuttavia, la ripresa durerà poco in un momento in cui il governo lavora alla nuova “service tax” del 2014.

E, in ogni caso, dalla Commissione europea, dal Fondo Monetario Internazionale e dall’Ocse erano arrivati più volte appelli perchè l’Italia non abolisse l’Imu, ma si focalizzasse prima di tutto sulla riduzione del costo del lavoro. Ma l’Italia ha fatto di testa sua, e il populismo ha vinto di nuovo, a costo del futuro.

E BRUNETTA PROTESTA

Il Financial Times, nell’editoriale di oggi critico sull’Imu, diffonde “notizie clamorosamente false”, basate sul “pregiudizio interessato” oppure “indiscrezioni fuorvianti” dei “compagnucci della parrocchietta”. E’ la replica di Brunetta, capogruppo del PdL alla Camera, al quotidiano britannico. La copertura per l’eliminazione dell’ Imu, ribatte, è stata fatta “senza l’ introduzione di nuove tasse”, ma con “virtuosi tagli di spesa”. “Il vincolo del 3% è ben rispettato e non c’è alcun rischio di infrangerlo”.