Implode Ipo danese da $1 miliardo. Europa: dopo boom, sbarchi in borsa a rischio?

6 Novembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Appena otto mesi fa, gli investitori stavano facendo la fila per puntare sul suo sbarco in borsa. La società danese OW Bunker (OW) – attiva nel rifornimento di carburante al settore marittimo, lanciava un’Ipo del valore di quasi $1 miliardo. Nel suo primo giorno di contrattazioni, il titolo saliva +21%. Per poi perdere da allora (marzo) a ieri il 42%.

L’Ipo è avvenuta nel mese di marzo, e ha attribuito alla società un valore di 5,33 miliardi di corone svedesi ($900 milioni), e si è confermata l’Ipo più grande nel paese dopo quella del fornitore di servizi di pulizia ISS A/S, sbarcata in borsa a febbraio con un collocamento di 21,9 miliardi di corone danesi.

E ora, quella che è stata la seconda maggiore Ipo danese dal 2010, è letteralmente implosa. OW Bunker è stata costretta infatti ad ammettere di non essere riuscita a convincere i suoi banchieri a fornire il cash di cui ha bisogno per continuare a fare business. Questo, dopo l’annuncio dello scandalo, la scorsa notte, di alcuni dipendenti senior di OW Bunker, che hanno commesso una frode del valore di $125 milioni.

L’azienda, il cui titolo è stato sospeso nella giornata di ieri, ha reso noto che gli investitori si trovano ora di fronte a uno scenario in cui il capitale è stato di fatto azzerato, in un contesto in cui si avvia a fare ricorso alla procedura di amministrazione controllata. Nordea Bank, l’advisor che aveva organizzato l’Ipo e che aveva convinto i clienti ad acquistare OW Bunker dallo scorso 24 ottobre – e che oggi ha sospeso la raccomandazione – ha detto di essere “scioccata” dall’improvviso collasso della società. “Nessuno può prevedere attività fraudolente compiute da singoli individui – ha detto a Bloomberg Stephan Ghisler-Solvang, portavoce della banca a Copenhagen – Nessuno avrebbe potuto prevedere che la società avrebbe registrato una perdita di una tale gravità dopo l’Ipo”.

Lo scandalo arriva in un momento in cui in Europa l’appetito degli investitori per le Ipo si raffredda, dopo il balzo di inizio anno. Stando a un rapporto di PricewaterhouseCoopers LLP, le società che sono sbarcate sui mercati europei nei primi nove mesi dell’anno hanno racconto $43 miliardi circa, più di tre volte tanto i $12,2 miliardi dello scorso anno. Dall’inizio del secondo trimestre, tuttavia, 25 società hanno ritirato le loro Ipo, contro le appena nove dei primi nove mesi dello scorso anno.