Studio: immunità di gregge Covid inarrivabile, anticorpi hanno spesso vita breve

7 Luglio 2020, di Alberto Battaglia

Essere risultati positivi al test sierologico sul Covid-19 non offre alcuna certezza sul fatto che la protezione degli anticorpi possa durare a lungo. A metterlo in luce è un ampio studio finanziato dal ministero della Salute spagnolo e pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica The Lancet.

Secondo gli autori del paper il raggiungimento della cosiddetta immunità di gregge potrebbe essere impossibile con il coronavirus, in quanto una quota significativa dei soggetti guariti dalla malattia “perdono” gli anticorpi nel giro di poche settimane.

Questo è particolarmente frequente per quei soggetti che hanno sofferto di sintomi lievi (che non ne hanno avuto nessuno). Nemmeno in Spagna, uno dei Paesi più colpiti dal Covid-19, si può sperare di essersi avvicinati all’immunità di gregge: la presenza di anticorpi fra la popolazione “è chiaramente insufficiente a fornire” tale protezione, si legge nello studio.

I dati dello studio

Secondo l’analisi pubblicata su The Lancet appena il 5% dei 61mila soggetti testati in Spagna hanno mantenuto gli anticorpi contro il Covid-19. Allo stesso tempo il 14% dei soggetti risultati positivi al test sugli anticorpi in un primo momento non sono poi riusciti a mantenerli a distanza di alcune settimane. “L’immunità può essere incompleta, transitoria, può durare anche solo un breve periodo e poi sparire”, ha commentato Raquel Yotti, direttore dell’Istituto di Salute Carlo III, fra i collaboratori dello studio.

“L’assenza di sintomi suggerisce un’infezione lieve, che non riesce mai a far funzionare abbastanza bene il sistema immunitario per generare la cosiddetta memoria immunologica”, ha affermato Ian Jones, professore di virologia all’Università di Reading, per questo “chiunque risultasse positivo al test anticorpale non dovrebbe presumere di essere protetto. Potrebbero esserlo, ma non è detto che sia così”.

Secondo due scienziati chiamati a commentare lo studio sulla stessa The Lancet, Isabella Eckerle e Benjamin Meyer, queste evidenze suggeriscono che “ogni approccio che punti a raggiungere l’immunità di gregge attraverso l’infezione naturale non è solo altamente immorale, ma anche irrealizzabile”.