Immobiliare Italia: tonfo prezzi oltre -16%

3 Gennaio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Crisi immobiliare e anche “sboom da bolla” nel caso di Padova, come scrive l’ufficio studi di Idealista.it, nel fare il riassunto della performance del mercato del mattone, in Italia, relativo al 2012.

Che la situazione fosse preoccupante non è una novità. Ma un conto sono i giudizi e le opinioni, un altro i numeri freddi e veritieri che dipingono la realtà della crisi italiana. E così si apprende che, in media, la flessione dei prezzi delle abitazioni è stata – 5% rispetto al 2011. Le maggiori riduzioni? Appunto a Padova (-16,4%), seguita da Bari (-7,1%) e Roma (-6,6%).

La riduzione nella capitale è decisamente al di sopra della media nazionale, mentre Napoli (-1,9%) e Milano (-1,0%) oscillano tra alti e bassi, ma tengono rispetto a molte altre città.

Idealista.it parla di “proprietari in fase di profondo ravvedimento anche
a Bari (-7,1%), Bologna (-5,5%), Catania (-5,4% ) e Firenze (-5,3%); tra le altre città capoluogo, Modena (-11,1%), Parma (-9,8%) e Bergamo (-8,7%) sono quelle che scontano maggiormente gli eccessi degli anni addietro; 9 centri accomunati da cali sopra la soglia del cinque per cento da nord a sud italia; 16 le città che registrano ribassi sotto la media, dal 4,9% di Torino e Genova a scendere fino al meno 0,8% di La spezia”.

Così Vincenzo de Tommaso, ufficio studi idealista.it: “è stato un anno difficile per chi ha cercato di vendere casa, come testimonia la brusca frenata delle compravendite che ha prodotto la prima decisa contrazione dei prezzi degli immobili. Quello dei mutui resta un nodo difficilmente districabile a breve termine, e se il meccanismo si inceppa sullo scoglio del rapporto rata/reddito significa che i redditi sono troppo bassi e che i prezzi di mercato sono ancora disallineati. In un contesto che non lascia intravedere prospettive di rilancio occupazionale e dei redditi, almeno per il 2013, la pressione ricadrà sui proprietari”.

Di fatto, continuando: “Quei proprietari che fino a oggi non hanno avuto fretta di vendere, adesso potrebbero essere indotti a farlo dal momento che il loro patrimonio immobiliare richiede un continuo sforzo economico per essere mantenuto dopo l’Imu e con la prospettiva di nuovi aumenti dovuti alla riclassificazione degli estimi catastali. Ma è certo che sul fronte dei prezzi il margine di trattativa sarà molto ampio, così per chi ha dei risparmi e potrà accedere al credito potrebbe essere l’anno giusto per acquistare a prezzi vantaggiosi”.

Vincenzo de Tommaso scrive anche, guardando al 2013, che la crisi occupazionale e dei redditi sarà decisiva per l’andamento del mercato (nel 2013)”. In definitiva, “il calo secco delle transazioni registrate fa dedurre che, sul fronte delle compravendite, la bolla speculativa è quasi riassorbita anche se, stando alla scarsità dei mutui concessi – l’aumento prevedibile delle sofferenze renderà le banche sempre più prudenti – e alla crisi dei redditi, nel 2013 si toccheranno nuovi minimi storici di compravendite”.

Lo studio di Idealista.it è stato effettuato sulla base di circa 45mila annunci di compravendita (44.189).