Il voto greco porta incertezza a Wall Street, che estende i sell

1 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Wall Street estende i sell, con l’azionario che continua ad essere mosso dall’annuncio greco sul referendum. La moneta unica sfonda in ribasso anche $1,37 e si attesta a $1,3695.

In chiusura il Dow Jones industrial average cede 297,05 punti (-2,48%) a 11.657,96. Indice Standard & Poor’s 500 in ribasso di 35,02 punti (-2,79%) a 1.218,28. Il Nasdaq Composite arretra di 77,45 punti (-2,89%) a 2.606,96.

L’S&P500 ha perso oltre il 5% in settimana, ricordando dunque l’andamento negativo registrato dai mercati appena due mesi fa. Investitori dunque sempre più cauti, perchè la situazione dell’eurozona, che si pensava essere migliorata, potrebbe peggiorare da un momento all’altro.

“Il mercato si trova in uno stato d’allerta”, ha detto Manish Singh, a capo della strategia di investimento per Crossbridge Capital. “Il motto è diventato: prima vendi e dopo analizza il perché”.

Al via i due giorni del Federal Open Market Committee (FOMC), dalla quale però non dovrebbe scaturire variazione alcuna della politica monetaria, dopo due interventi accomodanti nelle ultime due sedute. Secondo gli economisti intervistati da Bloomberg però si starebbe studiando un nuovo quantitative easing (QE3), che potrebbe essere introdotto già durante il primo trimestre del 2011.

In rialzo gli indici sulla volatilità, in questi due giorni la variazione più forte dal maggio 2010. Il VStoxx Index su del 22% a 42,96 (+37% negli ultimi due giorni), mentre il Vix è in rialzo del 16% a 34,77 (+42% negli ultimi due giorni).

La società di rating Fitch ha avvertito che l’annuncio del Primo ministro della Grecia, George Papandreou, di indire un referendum per scegliere se accettare o meno il nuovo piano di aiuti concordato con l’Ue e le autorità internazionali, rischia di scatenare un default disordinato e di portare all’uscita della Grecia dall’Unione.

Tra i dati economici, l’ISM manifatturiero a ottobre registra un valore inferiore alle attesa, a 50,8 contro aspettative per 52 e un valore a settembre di 51,6. Tuttavia, l’aumento di nuovi ordini suggerisce che il settore è in forze.

La moneta unica continua a perdere contro il biglietto verde e dopo aver superato al ribasso $1,38 viene rotta anche soglia $1,37. L’euro contro il dollaro scambia a $1,3695, contro lo yen giapponese a JPY 107,32, contro il franco svizzero a CHF 1,2146.

In ribasso le principali commodities, con i contratti sul Wti a $92,24. Giù anche l’oro a $1.711,80 l’oncia. Da segnalare il forte calo del rame dopo il dato sull’attività manifatturiera cinese. Male anche l’argento.

I rendimenti dei Treasury a 10 anni arretrano all’1,989%.