Il Valore della Consulenza, Amundi: “grandi trasformazioni e ondate di cambiamento”

di Redazione
Pubblicato 6 Febbraio 2024 • Aggiornato 8 Febbraio 2024 09:57

Ruotano intorno alle tre “T”, ovvero tassi, transizione ecologica, e temi strutturali, le rotte dei mercati del 2024.  Lo ha spiegato nel suo intervento durante “Il Valore della Consulenza“, Paolo Proli, Co-General Manager and Executive Board Member di Amundi SGR che ha messo in evidenza i trend principali del mercato in questo anno appena iniziato.

Partiamo dai tassi. Restando in Europa, Proli ha sottolineato il cambio epocale determinato dalle politiche monetarie per combattere l’inflazione, che hanno mostrato “una rapidità dell’incremento dei tassi” senza precedenti e che ha evidentemente riflessi nel mondo della consulenza. “Tanti dei nostri colleghi, che hanno iniziato l’attività lavorativa negli scorsi 5-10 anni, non sono abituati a gestire la curva dei rendimenti e la volatilità perché i tassi erano a zero. Quindi il cambio è stato epocale. Oggi – spiega – coi fondi monetari potremmo già dare delle alternative interessanti ai clienti ma sono in pochi a proporli“.

Passando al tema della transizione ecologica, Proli sottolinea la minore attenzione, osservata in questo inizio d’anno, sull’obiettivo “net zero entro il 2050“, obiettivo che non si può, per nessuna ragione, mettere in secondo piano. “Lo dobbiamo a noi stessi e ai nostri figli. Soprattutto in Europa dove siamo supportati dalla tassonomia, regolamentazione e anche flussi di investimento. Dobbiamo essere leader di transizione e trasformazione, non solo digitale ma ambientale ed ecologica perché il 2023 è stato per l’ennesima volta l’anno più caldo di sempre“.

Su questo terreno “il tasso di crescita delle rinnovabili è sicuramente una buona notizia, ma occorre coinvolgere maggiormente il capitale privato e in questo l’industria del risparmio gestito gioca un ruolo fondamentale.  Serve parlare di sviluppo sostenibile, non di recessione insostenibile. E per fare questo è necessario il contributo di tutti: ogni consulente dovrebbe diventare un cosiddetto «impact manager», il cui scopo nella pianificazione di portafoglio non converga unicamente sul rendimento ma prenda in considerazione anche l’impatto di quel portafoglio nei confronti della collettività e dell’ambiente. Quando sposeremo questo circuito virtuoso il mondo ne avrà un grandissimo beneficio“.

Ma essere impact manager – spiega Proli – vuole anche dire prendere coscienza di alcuni errori che in questo momento sono determinati dai beta dei trend di sviluppo. “Penso che sia palese per tutti che la tecnologia sia il driver di trasformazione più importante in questo momento. L’innovazione tecnologica sta creando un nuovo ciclo” ha aggiunto, sottolineando che “siamo nella sesta ondata di sviluppo tecnologico che include, tra l’altro, intelligenza artificiale e Internet of things. Di fronte a questo ciclo di innovazione dovremo sicuramente rivalorizzare alcuni corsi e alcuni prezzi, in particolare di alcune big tech, che rappresentano delle distorsioni di mercato, essendo giunte a capitalizzare cifre che superano il PIL di alcuni paesi tra i più industrializzati al mondo“.

La consulenza finanziaria – ha concluso – serve anche a comprendere che questo beta è insostenibile nel lungo periodo, per cui un portafoglio può anche includere la crescita di aziende tecnologiche come le big7, ma all’interno di un portafoglio diversificato che mira alla generazione di valore attraverso trend strutturali come la transizione ecologica e la disruption. “.

Paolo Proli, Co-General Manager and Executive Board Member di Amundi SGR, partner dell’evento “Il valore della consulenza”