Il ritorno dei fondi a gestione attiva

7 Maggio 2019, di Alessandra Caparello

Nel 2018, il settore paneuropeo dei fondi comuni d’investimento ha registrato il primo deflusso annuale in sei anni, con un’emorragia di circa 129,2 miliardi di euro.

In termini di performance, la situazione è stata altrettanto disastrosa e allora la domanda che ci si pone è se il primo trimestre del 2019 è stato un inizio migliore per i fondi attivi. La risposta prova a fornirla Jake Moeller di Lipper UK & Ireland Research presso Lipper di Refinitiv. In base ai dati raccolti da Lipper, i flussi di fondi non hanno invertito la loro tendenza a medio termine, con un deflusso netto stimato di 58,3 miliardi di euro nel primo trimestre. In termini di performance relativa, nel 2018 i veicoli passivi si sono assicurati una vittoria globale sulle loro controparti attive mentre nel primo trimestre del 2019, tuttavia, si è registrato un netto miglioramento della performance relativa dei fondi attivi rispetto ai loro omologhi passivi. I fondi attivi possono rimanere dinamici anche nel 2019 si chiede l’analista.

La tesi è che in genere alle fasi di fine ciclo segue di solito una rotazione dei portafogli, che vede il denaro uscire dai titoli azionari a grande capitalizzazione su cui si investe fornendo terreno fertile per chi fa stock picking. Tuttavia, le misure quantitative hanno falsato notevolmente il ciclo di mercato e quindi giudicare se ci troviamo in un ciclo di mercato “normale” è più arte che scienza esatta, ed è quindi alquanto complesso. E’ impossibile trarre troppe conclusioni dai dati trimestrali e il mercato recente del settore della gestione attiva dei fondi non è molto confortante. Tuttavia, se l’andamento delle prestazioni del primo trimestre del 2019 continuerà, la storia potrebbe essere molto diversa entro la fine dell’anno.