Il Regno Unito chiude a Huawei: via tutte le infrastrutture 5G

14 Luglio 2020, di Alberto Battaglia

Il Consiglio di sicurezza nazionale del primo ministro britannico ha deciso di chiudere a Huawei – e con le maniere forti. A partire dal 31 dicembre la società di telecomunicazioni cinese non avrà più il diritto di fornire nuove apparecchiature per il segnale 5G nel Regno Unito. Le infrastrutture 5G già esistenti sul suolo britannico, inoltre, dovranno essere dismesse entro il 2027 (“salve”, invece, quelle relative ai network 2G, 3G e 4G).

La decisione dell’esecutivo britannico, già ventilata nei giorni scorsi, costituisce una presa di campo netta dalla parte degli Stati Uniti, da mesi impegnati in una moral suasion su tutti i Paesi alleati affinché non si espongano alle presunte minacce per la sicurezza e la privecy che si aprirebbero con il 5G di matrice cinese.

Meno vantaggioso l’affare, indubbiamente, per le compagnie di telecomunicazione e per i consumatori: il segretario alla Cultura, Oliver Dowden, ha ammesso che la decisione ritarderebbe la completa copertura 5G di due anni, con un costo aggiuntivo nell’ordine delle centinaia di milioni di sterline. “Questa non è stata una decisione facile, ma è quella giusta per le reti di telecomunicazioni del Regno Unito, per la nostra sicurezza nazionale e per la nostra economia sia adesso sia nel lungo termine”, ha detto Dowden in un intervento alla Camera dei Comuni.

Contemporaneamente il Regno Unito potrebbe vietare, in futuro, l’acquisto di apparati Huawei per la rete in fibra ottica: una consultazione in materia sarà lanciata a breve.

“La deludente inversione di rotta del governo britannico è stata da quest’ultimo giustificata con riferimento alle sanzioni imposte dal governo statunitense, sebbene non supportate da prove, e non ad alcuna violazione da parte di Huawei”, si è difesa la società in una nota, “in tal modo, il governo degli Stati Uniti potrebbe ridurre la varietà dell’offerta nel mercato dei fornitori, danneggiando l’economia digitale europea e minando la sovranità digitale dell’Europa, che include la libertà di scegliere i propri fornitori. Ciò mette anche a repentaglio la cooperazione globale, con un conseguente innalzamento dei prezzi e un’inferiore qualità per i consumatori”.

L’appello di Huawei al governo italiano

“Huawei si aspetta che il governo italiano prosegua il suo processo di digitalizzazione sulla base di criteri di sicurezza obiettivi, indipendenti e trasparenti per tutti i fornitori, preservando la diversità e la concorrenza nel mercato”, ha affermato la società cinese in una nota stampa, “confermiamo la nostra piena volontà di collaborazione con le autorità italiane e i nostri clienti per raggiungere i più alti standard di sicurezza It in Italia e fornire le migliori soluzioni tecnologiche”.