Il Regno Disunito

11 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Londra – Il governo scozzese fa sul serio: vuole che il proprio popolo si esprima nel 2014 sull’indipendenza della nazione dal Regno Unito. Ma rompere i legami con Londra non sara’ cosi’ facile e lo scontro sui tempi e i modi con cui si terra’ il referendum stanno gia’ scaldando i toni della battaglia diplomatica.

Come in una piece teatrale, Scozia e Regno Unito sono coinvolte in un pericoloso gioco del gatto e del topo che decidera’ il futuro dell’Unione tra i due paesi che dura da oltre 300 anni. Londra vuole che Edinburgo prenda una decisione il prima possibile, per scacciare qualsiasi dubbio.

Londra, per voce del suo leader David Cameon, sostiene che il parlamento scozzese non ha l’autorita’ legale per indire un referendum in cui si chiede di ottenere l’indipendenza.

Il primo ministro scozzese Alex Salmond, che in precedenza aveva annunciato che il referendum si sarebbe tenuto tra il 2014 e il 2016, ha riferito che il gabinetto del paese ha intenzione di votare nell’autunno del 2014.

I politici del parlamento britannico a Londra, secondo Salmond, “devono resistere alla tentazione” di interferire negli affari di politica scozzese. “Questa e’ la decisione piu’ importante che la Scozia prende negli ultimi 300 anni”, ha detto Salmond a Sky News. “E’ naturale che debba essere un referendum proposto e condotto in Scozia”.

L’anno scorso il partito nazionale al potere, spiega all’emittente nazionale BBC Salmond, “ha ottenuto una maggioranza netta alle elezioni grazie alla promessa che avrebbe offerto alla popolazione la possibilita’ di esprimersi in un referndum sul loro futuro. Non e’ forse assolutamente ragionevole, dunque, che il voto venga condotto in Scozia e deciso dalla gente scozzese?”.

Un tempo regno indipendente, dal 1707 la Caledonia con l’Atto di Unione entro’ a far parte del Regno di Gran Bretagna, assieme all’Inghilterra.