Il Redditometro ritorna: nel mirino del Fisco risparmi e investimenti

11 Giugno 2021, di Alessandra Caparello

Le spese per il mutuo o l’affitto, alimentari e bevande, abbigliamento e calzature, fino all’acquisto di medicinali e visite mediche ed investimenti effettuati e risparmi accumulati, sono tutte spese che entrano nel nuovo redditometro.

Redditometro ai nastri di partenza

Bloccato dal 2018, lo strumento anti evasione che passa al setaccio le spese dei contribuenti incrociandole con i loro redditi al fine di scovare furbetti, potrebbe presto essere attuato. Il Ministero delle Finanze a partire dal 10 giugno 2021 e fino al giorno 15 luglio 2021 ha aperto una consultazione pubblica concernente lo schema di decreto da adottare ai sensi dell’art 38 comma 5 del DPR 600/73 (novellato dall’art. 10, comma 1, del D.L. 12 luglio 2018 n. 87, convertito dalla legge n. 186/2018), e riguardante il Redditometro.

Obiettivo è quello di scattare una fotografia della reale capacità contributiva delle famiglie in modo da far partire i controlli veri e propri solo in presenza di certi scostamenti. In particolare, l’accertamento scatterebbe con uno scostamento tra spese e redditi del 20%.Il procedimento attraverso il quale verrà determinato il reddito sintetico accertabile in capo al singolo contribuente è costituito da più elementi. Il primo è costituito dall’ammontare delle spese che risultano sostenute dal contribuente dai dati disponibili o dalle informazioni presenti nell’Anagrafe tributari .

A tale ammontare verrà poi aggiunto, su base induttiva, l’importo delle spese correnti e eventuali incrementi patrimoniali conseguiti dal contribuente nel periodo d’imposta e la quota di risparmio accumulato nell’anno e non utilizzata per consumi ed investimenti.

Sono quattro in particolare le macro aree di spese che entreranno nel redditometro e sono: Consumi (generi alimentari, bevande, abbigliamento e calzature; abitazione;  combustibili ed energia; mobili,  elettrodomestici e servizi per la casa; sanità; trasporti; comunicazioni; istruzione; tempo libero, cultura e giochi; altri beni e servizi); Investimenti; Risparmio; Spese per trasferimento.

La massa di informazioni servirà a risalire con attenzione al reddito disponibile e quindi alla capacità contributiva delle persone anche se è sempre possibile dare una prova contraria, dimostrando  che le spese sono state sostenute grazie a redditi non considerati oppure che le spese attribuite hanno un diverso ammontare o che la quota di risparmio utilizzata per i consumi si era formata negli anni precedenti.