IL PARTITO DEMOCRATICO VISTO DAL FINANCIAL TIMES

19 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 19 apr – “La ricerca di un sistema politico stabile capace di promuovere la riforma economica si muoverà in un territorio nuovo, visto che i due maggiori partiti del governo di centrosinistra di Romano Prodi si stanno preparando alla fusione”: a interessarsi allo scenario politico italiano in divenire è il Financial Times, che si chiede come, e se, sarà possibile sganciarsi dai particolarismi di partito e confluire in una forza unitaria. La spinta all’unione nell’ambito del centrosinistra è, secondo il quotidiano della City, pari a quella che esiste anche all’interno dell’opposizione, soprattutto fra Forza Italia e Alleanza Nazionale. “Chi propone le fusioni – osserva il Financial Times – spera che rafforzino il sistema politico italiano, rendano meno vulnerabile il governo rispetto alle dispute di coalizione e incrementino moderatismo e riformismo a spese di opportunismi ed estremismi”. “Prodi è la forza motrice del progetto e probabilmente ne diverrà il leader” ma non senza rischi: la prospettiva del Pd “non è riuscita a infiammare l’immaginazione degli elettori” e “sta gettando discordia nella sinistra proprio in un momento in cui Prodi dispone di una strettissima maggioranza in parlamento”. “La creazione di un partito di sinistra ad ampio respiro, simile ai democratici americani o ai laburisti inglesi, non sembra possibile – osserva il giornale – fin tanto che le frange più dogmatiche resteranno interessate a lottare una contro l’altra invece che contro la destra”.