Il governo vuole includere il canone nella bolletta elettrica

16 Aprile 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Per adesso si tratta di un’ipotesi, ma con il passare delle ore sembra sempre più reale. Tanto che, le associazioni dei consumatori, già promettono battaglia. Il governo, a quanto si apprende, starebbe pensando a un provvedimento per il recupero dell’evasione del canone Rai, da inserire nel decreto per gli 80 euro in busta paga. Si tratterebbe di legare il pagamento non più alla detenzione dell’apparecchio televisivo, ma o al pagamento della bolletta elettrica o al nucleo familiare.

A spingere per la seconda ipotesi sarebbe il commissario alla spending review Carlo Cottarelli. L’introito eventualmente recuperato, stimato intorno ai 300 milioni di euro, andrebbe per metà al Tesoro e per metà alla Rai. Sulle barricate le associazioni dei consumatori: «Legare il canone Rai alla bolletta elettrica o al nucleo familiare, sarebbe un provvedimento illegittimo e, come tale, impugnabile nelle competenti sedi» attaccano dal Codacons, già al lavoro per sferrare eventuali ricorsi. «In base al regio decreto legge 21 febbraio 1938, n.246, – ragionano dall’associazione – tale imposta si applica solo a chi possiede un apparecchio adibito alla ricezione di adioaudizioni televisive nel territorio italiano – spiega l’associazione – Per questo snaturare il canone vincolandone il pagamento ad una bolletta o addirittura alla sola esistenza di un nucleo familiare, sarebbe illegittimo, poiché non garantisce il verificarsi della condizione essenziale per il pagamento dell’imposta, ossia il possesso di un televisore o altro apparecchio atto a ricevere frequenze tv».

Mentre si battagliava sul canone, la comimssione Finanze del Senato dava il suo via libera al Def. Nel parere, su cui hanno votato contro M5S, Lega e Fi, si sottolinea che il taglio del cuneo fiscale è un «obiettivo di fondo» della politica economica del Governo e si realizzerà con un ampliamento della detrazione Irpef per i redditi da lavoro medio-bassi «i cui effetti, in termini di sostegno della domanda interna, sono associati al carattere strutturale e a regime di tale misura». Nel documento si rileva anche che, agli stessi fini, «si prevede una riduzione dell’aliquota dell’Irap in grado di ridurre anche sul lato delle imprese i costi di produzione per rilanciare la competitività».

Sembra sempre più probabile, invece, che il bonus Irpef di 80 euro arrivi in due tranche: nel Dl che il Governo si appresta a varare venerdì in Consiglio dei ministri ci sarà la misura generale per i dipendenti mentre l’estensione dello sgravio agli incapienti potrebbe slittare di una settimana. L’eventuale rinvio sarebbe solo per motivi «tecnici»: al ministero dell’Economia, infatti, stanno valutando il meccanismo migliore per far fruire dell’agevolazione e questo, riferiscono fonti di Governo, potrebbe comportare qualche giorno in più rispetto alla deadline di venerdì. In parallelo, slitterebbe anche la misura sull’aumento della tassazione relativa alla rivalutazione delle quote di Bankitalia che, riferiscono le stesse fonti, sarebbe stata individuata come copertura di questa specifica norma.

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