IL DEBITO DELLE SOCIETA’ USA E’ FUORI CONTROLLO

7 Luglio 2000, di Redazione Wall Street Italia

Le societa’ americane hanno beneficiato in ogni modo dall’espansione economica; i profitti sono aumentati a livelli record e gli investitori hanno acquistato i titoli a prezzi di varie volte multipli di quei profitti.

Nonostante questo le societa’ americane sono piu’ che mai in debito, si parla di un livello pari al 46% del prodotto interno lordo, contro il 38% di cinque anni fa.

Ci si aspetterebbe il pagamento del debito societario in un momento di prosperita’, ma insieme alla crecita economica aumenta anche la fiducia che i tempi magri siano lontani e il rischio di enorme indebitamento – sia societario che individuale – aumenta.

Secondo Paul Kasriel, capo economista di Northern Trust, i fondi presi a prestito sono eccessivi rispetto alle spese in conto capitale e spesso vengono utilizzati per il riacquisto azionario – in larga parte per bilanciare la vendita di azioni da parte dei dirigenti che esercitano le loro stock option.

La crescita del debito societario non e’ nulla di nuovo, nei periodi di espansione economica; sia durante gli anni ’60 che gli anni ’80 l’ammontare dei fondi presi a prestito dalle aziende e’ aumentato velocemente con le ultime battute della crescita economica.

Ora, pero’, ci sono varie indicazioni che l’economia stia rallentando e gia’ ci sono segnali che gli utili societari non siano cosi’ robusti come previsto.

Come risultato il mercato del credito si sta chiudendo, quello dei junk bond e’ riluttante a finanziare le societa’ e anche le banche si fanno piu’ caute.

Se questa tendenza dovesse continuare, le societa’ potrebbero trovarsi in serie difficolta’ al momento del rifinanziamento del debito e il numero dei fallimenti e delle amministrazioni controllate potrebbe crescere piu’ di quanto ci si aspetti con il rallentamento economico.

A farne le spese potrebbero essere soprattutto quelle societa’ che si sono affidate al prestito, invece di emettere un numero elevato di azioni, per timore di diluire troppo le quotazioni.