Il ceo di Jupiter Asset Management si dimette: “Voglio sedermi in spiaggia e non fare nulla”

30 Giugno 2022, di Mariangela Tessa

Da numero uno di un fondo di investimento da 68 miliardi di dollari a disoccupato felice. È la storia di Andrew Formica, 51 anni, che dopo trent’anni di vita nel Regno Unito ha scelto di dimettersi dalla carica di amministratore delegato di Jupiter Asset Management per tornare in Australia, suo paese di origine. Per fare cosa? “Voglio solo sedermi in spiaggia e non fare niente. Non sto pensando a nient’altro” ha detto in un’intervista a Bloomberg.

Formica si dimetterà dalla carica di amministratore delegato il prossimo primo ottobre. Le redini del gruppo andranno all’attuale  chief investment officer Matthew Beesley.

La posizione di Jupiter Asset Management

Jupiter Asset Management ha commentato così la notizia delle dimissioni di Formica:

“Andrew è sempre stato chiaro con il Consiglio, ovvero che i suoi piani a lungo termine avrebbero comportato il trasferimento nella sua nativa Australia con la sua famiglia. Con il completamento della fase iniziale della trasformazione aziendale di Jupiter, sente che ora è il momento giusto per cedere la leadership dell’azienda per consentire che, nella fase successiva, ci sia una leadership coerente e forte durante quel periodo”.

Nel comunicato stampa in cui il gruppo ha comunicato il cambio ai vertici, Formica ha detto:

“Sono orgoglioso di aver lavorato con un team così fantastico e dedicato mentre attraversavamo un periodo estremamente difficile per il business e i mercati”.

Formica è diventato ceo di Jupiter nel 2019 dopo il passato in Janus Henderson Group Plc. Lì, nel 2017, aveva svolto un ruolo chiave nella fusione tra il fondo statunitense Janus e quello britannico Henderson.

Da quando Formica ha assunto la carica di ceo nel 2019, Jupiter Asset Management ha visto le sue azioni più che dimezzarsi di valore. Negli ultimi quattro anni, la società ha dovuto far fronte a deflussi costanti. Deflussi che, nel solo primo trimestre di quest’anno, sono stati pari  1,6 miliardi di sterline.

Mariangela Tessa | Wall Street Italia