Il caro bollette frena gli investimenti

13 Ottobre 2022, di Alessandra Caparello

Il caro bollette si fa sentire anche sugli investimenti, tanto che un risparmiatore su cinque sta riducendo l’importo investito per contribuire a coprire l’aumento delle bollette domestiche, ma il sentiment per il quarto trimestre appare più ottimista. Così emerge dall’ultimo sondaggio Retail Investor Beat della community di investimento eToro, secondo cui due investitori su cinque (41% nel campione globale, 42% in quello italiano) hanno ridotto la quantità di denaro investito negli ultimi tre mesi. Ciò riflette un calo della fiducia dei risparmiatori nei propri investimenti, scesa dall’81% del terzo trimestre 2021 al 64% del terzo trimestre di quest’anno. Il calo della fiducia in Italia è stato ancora più pronunciato, con una percentuale scesa in un anno dall’80% al 53%.

Il caro bollette preoccupa gli investitori

Dalla ricerca emerge che se un risparmiatore su cinque (18%) sta riducendo gli investimenti per pagare l’aumento delle bollette domestiche, il 16% lo sta facendo per accumulare risparmi di emergenza e il 12% sta conservando la liquidità, pronto a investire quando i mercati inizieranno a riprendersi.
Il caro bollette preoccupa anche il campione italiano, con il 35% degli investitori che hanno ridotto, o pensano di ridurre, le proprie esposizioni (il 16% del totale degli intervistati in Italia) che citano come motivo principale il rincaro delle bollette, mentre il 28% (13% del campione totale in Italia) cerca di aumentare i propri risparmi e il 23% (11% degli intervistati italiani) attende momenti più favorevoli per investire.

Scende al 31% la percentuale di coloro che intendono ridurre l’ammontare degli investimenti nel corso del quarto trimestre. Per il campione complessivo, l’inflazione rimane la principale preoccupazione degli investitori retail: il 24% la cita come rischio principale per i propri portafogli, seguita dallo stato dell’economia globale (22%). Diversa la classifica per gli investitori italiani, più preoccupati dalla salute dell’economia globale (25%) rispetto all’inflazione (20%), che rimane comunque tra le minacce principali per i propri investimenti.

Come investire?

A fronte di questi rischi, molti si stanno orientando verso una posizione più difensiva. Guardando ai dati raccolti a livello globale, il numero di investitori con posizioni su titoli energetici è destinato a salire del 4% nei prossimi tre mesi (al 51%), mentre sulle azioni di servizi finanziari e dell’industria, gli investitori sono destinati a scendere rispettivamente dal 65% al 57% e dal 45% al 41%.

In merito ai risparmiatori italiani, il 7% in più prevede di investire in titoli energetici (dal 48% al 55%), mentre scende rispettivamente del 12% (dal 72% al 60%) e del 5% (dal 50% al 45%) il numero di chi investirà nei titoli finanziari e nel settore industriale. I dati della ricerca in sostanza mostrano che la maggior parte dei risparmiatori ha una mentalità di lungo periodo, con i due terzi (63%) che dichiarano di mantenere le proprie posizioni per un periodo di anni o decenni, mentre solo il 3% si identifica come day trader.Emanuela Manor, regional manager Italia di eToro, ha commentato:

“I risparmiatori italiani si trovano ad affrontare un cocktail di condizioni di mercato difficili, con bollette in aumento e tassi ipotecari più severi, quindi non c’è da stupirsi che molti abbiano cambiato le proprie priorità. La fiducia ha subito un duro colpo nell’ultimo anno, ma è ammirevole che la maggioranza rimanga positiva, il che dimostra la capacità di  questo gruppo di affrontare le sfide macroeconomiche pensando a più lungo termine. Mantenere una prospettiva a lungo termine offre un enorme vantaggio nei mercati volatili. Si tratta inoltre di un quadro dei risparmiatori molto diverso da quello che spesso viene dipinto, ovvero di speculatori o di avventati che comprano nei momenti di picco e vendono nei momenti di ribasso”.