Il calo del prezzo del greggio non fermerà l’ascesa del fotovoltaico

19 Febbraio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Il calo globale dei prezzi del petrolio non fermerà l’ascesa del fotovoltaico solare. Nel suo ultimo studio, intitolato “Annual Global Power and Energy Outlook”, la società di consulenza Frost & Sullivan rinnova la fiducia nel fatto che gli investimenti nelle energie rinnovabili si manterranno forti e il petrolio difficilmente tornerà alla ribalta per la generazione di energia elettrica.

Secondo lo studio, nei prossimi anni la produzione convenzionale di energia elettrica continuerà a dominare la capacità installata a livello globale, sebbene gli investimenti nel gas e nelle energie rinnovabili aumenteranno con un tasso maggiore, a scapito di carbone e nucleare.

“Oggi il petrolio è utilizzato per produrre solo il 5% dell’elettricità a livello globale, e in molti paesi la quota scende all’1% o meno. Ciò vuol dire che non è più considerato un’opzione valida per la produzione di energia elettrica” ha detto Jonathan Robinson, consulente senior di Frost & Sullivan.

Per contro, il fotovoltaico solare è attualmente considerato la più interessante tra le tecnologie rinnovabili. Frost & Sullivan prevede che la capacità globale del fotovoltaico solare, pari a 93 gigawatt (GW) nel 2012, aumenterà fino a raggiungere 446 GW nel 2020, e che Cina, India e Nord America registreranno i tassi di crescita più elevati. Persino l’Europa, leader globale del fotovoltaico solare, vedrà raddoppiare la sua capacità entro il 2020, nonostante le riduzioni degli incentivi durante la crisi economica. (mt)