IL CALCIO IN DIRETTA ONLINE

26 Settembre 2003, di Redazione Wall Street Italia

Il Torino Calcio è una delle società di serie B che non hanno raggiunto un accordo con Sky Tv per la cessione dei diritti televisivi. L’offerta di 900 mila euro è stata giudicata offensiva dai dirigenti di un club in declino, ma nobile e per numero di sostenitori (e potenziali telespettatori) il sesto o settimo d’Italia. Si può parlare di un milione e mezzo circa di tifosi che per seguire la loro squadra non hanno alternativa alla gita allo stadio.

Domani sera si giocherà Torino-Palermo, e dunque un incontro che gli specialisti definirebbero un big match, per la categoria. Dal proprio sito Internet (www.toro.it), il club granata ha annunciato che la diretta della partita sarà trasmessa sul sito medesimo, “secondo modalità” che verranno illustrate nelle prossime ore. Prezzo: cinque euro, cioè un terzo della somma che serve per acquistare un biglietto nel settore più scalcinato dello stadio Delle Alpi.

E’ la prima volta che succede e non c’è dubbio che l’iniziativa avrà riscontri più che trascurabili, perché i navigatori non amano usare la carta di credito in rete, perché la resa on line delle immagini è ancora insoddisfacente quasi ovunque, perché l’evento non sarà ben pubblicizzato. Ma il ragionamento da fare è un altro.

Anzitutto non è male che qualcuno, anziché piagnucolare sullo strapotere degli altri e le sventure proprie, si ingegni per cavarsela da sé. Poi, una qualsiasi partita di Coppa Uefa trasmessa sulla Rai raccoglie almeno un paio di milioni di telespettatori.

Vogliamo immaginare che cosa succederà quando società come Inter, Milan o Juve decideranno di gestire da sé la trasmissione delle loro partite, ai bassissimi costi che richiede Internet? Vogliamo immaginare che fra qualche anno l’Inter potrà ambire a un milione di connessioni (ci sono anche i tifosi della squadra ospite) per ogni incontro venduto a dieci euro? Fanno dieci milioni (venti miliardi di lire) a ogni match. Più la pubblicità.

Fa impressione pensare che il calcio è in bancarotta eppure resta un business enorme, malissimamente sfruttato.

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