Il “banchiere di Putin” chiede a Mosca 10 miliardi di risarcimento

23 Settembre 2015, di Redazione Wall Street Italia

MOSCA (WSI) – Sergei Pugachev, magnate russo conosciuto un tempo come il “banchiere di Putin” per la sua forte influenza sul Cremlino, ha inviato una richiesta di danni con risarcimento di 10 miliardi di dollari alle autorità russe dopo che il suo impero è crollato una volta venuto meno il suo rapporto speciale con il presidente Vladimir Putin.

La richiesta, inviata ieri dai legali di Pugachev da Parigi, potrebbe finire anche di fronte alla Corte permanente di arbitrato dell’Aia (CPA), ha detto alla Reuters una fonte vicina al miliardario. Al momento non c’è stata risposta da parte del governo russo, che nel 2011 ha emesso un mandato di arresto contro Pugachev per appropriazione indebita, accusa che l’interessato nega.

Del resto, Mosca sta già lottando contro un verdetto emesso nel 2014 dalla CPA che prevede un pagamento di 50 miliardi da parte delle autorità russe per l’esproprio di Yukos, colosso petrolifero un
tempo guidato da Mikhail Khodorkovsky.

Dopo aver lasciato la Russia nel 2011, Pugachev, 52 anni, ha accusato gli alleati di Putin per aver distrutto il suo impero miliardario. Nel 1992, subito dopo il crollo dell’impero sovietico, aveva creato Mezhprombank, o International Industrial Bank, diventata poi una delle maggiori banche russe.

Dopo aver aiutato Putin ad arrivare al potere nel 1999, Pugachev si era però scontrato con alcuni dei suoi alleati dopo la crisi finanziaria del 2008.

(Cba)