Il 20% dei greci vive sotto la soglia della povertà, peggio che in Iran

5 Novembre 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Sono oltre 2,3 milioni i greci che vivono oggi al di sotto della soglia di povertà. Una cifra enorme, pari al 20% circa dell’intera popolazione, superiore in termini percentuali a quella di Iran, Bosnia-Erzegovina, Messico, e Cisgiordania.

Lo riferisce il quotidiano economico Ekathimerini, citando i dati di ELSTAT, l’istituto di statistica di Atene, che ha rilasciato i dati a partire dal 2010. Alla base dell’incremento vertiginoso del numero di poveri, il tracollo di redditi dovuto alla misure di austerity degli ultimi due anni.

Da notare, che la soglia di povertà viene fissata a 6,591 mila euro a fronte di un reddito medio pro-capite pari a 12,637 mila euro. Come se non bastasse, la Grecia spicca tra i paesi europei con le maggiori disuguaglianze con il 20% più ricco che presenta un reddito annuo sei volte superiore a quello del 20% più povero.

Intanto, a tre giorni dal voto in Parlamento sul pacchetto di misure di austerità varato dal governo di Atene su richiesta della “troika” (Ue, Bce ed Fmi) in cambio dello sblocco di una nuova tranche di aiuti, è prevista una nuova ondata di scioperi.

L’8 novembre si decide il futuro del paese

Oggi inizieranno i trasporti pubblici (taxi compresi) di Atene; in sciopero anche i giornalisti mentre gli ospedali garantiranno solo i servizi di emergenza. Domani inizierà invece lo sciopero generale di 48 ore indetto dai principali sindacati dei settori pubblico e privato, Adedy e Gsee; sono inoltre previste numerose manifestazioni nel centro della capitale.

Problemi anche per i collegamenti verso le isole e per quelli aerei: il sindacato dei marittimi ha annunciato un’agitazione di 48 ore a partire da domani, mentre i controllori di volo si fermeranno domani per tre ore.