I TECNOLOGICI PERDERANNO 1/3 DEL LORO VALORE

20 Gennaio 2000, di Redazione Wall Street Italia

Charles Biderman, consulente finanziario e direttore della newsletter Market trim Tabs e’ certo: l’orso e’ all’orizzonte per i titoli tecnologici.

Va detto che Biderman cambia spesso opinione, poiche’ basa le sue previsioni solamente su un fattore tecnico, la liquidita’ (cioe’ il denaro disponibile o non disponibile per comprare azioni) presente sul mercato; per questo secondo lui, entro la fine del mese, il mercato dovrebbe scendere.

Le ragioni della diminuita liquidita’: innanzitutto la nuova esplosione di offerte pubbliche che, all’inizio di febbraio, ammonteranno a 1 miliardo di dollari al giorno; poi, sembra che il flusso di denaro e’ decisamente inferiore ai 10 miliardi mensili della seconda parte del 1999.

Altri segnali includono il ridotto riacquisto di azioni da parte delle societa’, l’alto volume di vendite insider sia di stock option che di altre opzioni che sta per colpire il mercato; infine il fatto che i ”margini” (l’indebitamento per acquistare azioni), che negli ultimi due mesi ha mantenuto al rialzo il mercato con livelli ai massimi assoluti, sia adesso in diminuzione.

Soprattutto i margini, ora alla cifra record di 228 miliardi di dollari, in crescita del 62% quest’anno, rappresentano l’1,34% della valutazione totale del mercato. Situazione da allarme rosso: piu’ o meno la stessa condizione del settembre 1987, prima del crash.

“Questi sono i dati piu’ preoccupanti che abbia mai visto”, commenta Biderman.

Dovremmo quindi, secondo lui, assistere ad una caduta di un terzo del valore dei titoli Microsoft (MSFT), Cisco Systems (CSCO) e Yahoo! (YHOO) entro i prossimi due mesi.

Perche’ proprio queste societa’ dovrebbero essere colpite dall’orso e non altre?

Perche’ queste, insieme a MCI Worldcom (WCOM), America Online (AOL), Dell Computer (DELL) e Qualcomm (QCOM), hanno venduto lo scorso anno opzioni per cifre record – 44 miliardi di dollari – e in piu’ detengono ancora 225 miliardi di dollari di opzioni non esercitate.

Un grosso rischio, perche’ “al primo segnale della caduta del mercato, chi detiene queste opzioni, si affretta a prendere la via dell’uscita, e i titoli azionari ne risentono immediatamente”, spiega Biderman.

Microsoft ha opzioni non esercitate per 82,9 miliardi di dollari, Cisco per 46,9 miliardi di dollari, AOL per 29,9 miliardi di dollari e Yahoo! per 23,9 miliardi di dollari.

MCI Worldcom ha 20,9 miliardi di dollari di titoli ”outstanding”, Dell 15,3 miliardi di dollari e Qualcomm 7,7 miliardi di dollari.