“I Private asset sono fondamentali per una diversificazione genuina”

15 Marzo 2019, di Fabrizio Guidoni

Una diversificazione genuina passa anche per una fondamentale galassia di opportunità di investimento alternativa: i Private Asset. E’ questo uno dei temi fondamentali affrontati nel quinto appuntamento con l’Alternatives Day organizzato a Milano da Schroders. Su questo argomento ha parlato dettagliatamente Alan Cauberghs, head of Private Assets di Schroders. Il manager è alla guida della divisione che riunisce le expertise del gruppo in ambito private equity, private debt, real estate e infrastrutture, per un totale di circa 30 miliardi di euro di Aum.

L’esperto ha esordito spiegando che si tratta di un’asset class relativamente giovane. Ha infatti spiegato: “Fino alla fine degli anni ‘90, la maggior parte dei portafogli era composta principalmente da azioni e obbligazioni. Allo scoppio della bolla Dot-com, molti investitori hanno subito enormi perdite, a causa della loro ampia dipendenza dall’equity. È quindi emersa l’esigenza di ripensare la struttura dei portafogli e di individuare nuove fonti in grado di offrire una reale diversificazione. Da qui è iniziato un trend che ha visto crescere sempre di più l’interesse degli investitori per gli investimenti alternativi. E in particolare per i Private Asset”.

“Investire in Private Asset comporta un sacrificio in termini di liquidità, a fronte del quale si può essere ben ricompensati” ha continuato Cauberghs. “Questi investimenti offrono infatti tre benefici fondamentali. Innanzitutto, si ottiene un premium di illiquidità. Storicamente private equity e private debt hanno offerto in media extra-rendimenti rispettivamente di circa 3-5% e 2-3% rispetto al loro equivalente quotato. Si tratta di un premio che tende a restare costante nel tempo, indipendentemente dalle condizioni di mercato. In secondo luogo, i Private Asset consentono di cogliere opportunità inaccessibili attraverso i mercati pubblici. Ad esempio, la maggior parte della disruption sui mercati è generata da aziende innovative non quotate, nelle quali è possibile investire solo tramite venture capital. Il terzo beneficio è un maggiore controllo sugli asset posseduti, con un miglior accesso alla documentazione”.

Perché dunque investire ora nei Private Asset? “Nel prossimo periodo è atteso un passaggio dallo stimolo monetario a quello fiscale. Ciò dovrebbe far defluire capitale dagli asset finanziari, generando un rischio di downside sui mercati, e convogliarlo nell’economia reale. E questa è un’area di investimento alla quale i Private Asset hanno un accesso privilegiato” ha spiegato Cauberghs. Ha infine aggiunto: “chi investe in questa asset class si trova quindi in una buona posizione per beneficiare di questo trend. Inoltre, i Private Asset hanno storicamente sovraperformato verso la fine del ciclo economico”.