I Forconi portano a Roma poche migliaia di manifestanti

18 Dicembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – I Forconi intensificheranno la lotta dopo le feste natalizie, ha annunciato il leader del movimento Danilo Calvani davanti a qualche migliaio di manifestanti venuti da tutta Italia. “I presidi proseguono ad oltranza: dopo le feste continueremo e intensificheremo la nostra lotta, con azioni più incisive ma sempre senza violenza e rispettosi dell’ordine costituito”, ha detto il leader.

“Con questa manifestazione a piazza del Popolo vogliamo fare vedere alle istituzioni che siamo vicini, che siamo decisi ad andare avanti ad oltranza”, ha detto Calvani. “Oggi metteremo un paletto importante: credo che capiranno che siamo determinati e decisi. Andremo in tutte le piazze italiane, ci conteremo e quando si vedrà che siamo di più in maniera democratica i politici se ne andranno”, ha affermato uno dei leader della protesta dei “Forconi”.

“Le istituzioni politiche devono ascoltare il grido di dolore della piazza, un disagio che è reale nella nostra società. Dall’altra parte ci deve essere uno spirito costruttivo per non protestare soltanto ma fare anche delle proposte”, ha detto Bagnasco a margine della messa natalizia celebrata nella chiesa dell’ospedale pediatrico Gaslini.

Durante il pomeriggio un pensionato portava in mano un cartello con su scritto “40 anni fa si parlava di compromesso storico, oggi siamo davanti al tradimento storico. Bisogna ricominciare, tutti a casa”. Un altro manifestante, arrivato da Firenze, ha distribuito un volantino con su impresso il “codice etico” con al primo punto “L’Italia è una repubblica ai sensi dell’articolo 1 della costituzione italiana”. Sul retro ha ricordato che il 9 dicembre 2012 è iniziato il movimento spontaneo di liberazione e di ri-costituzione della Repubblica italiana da parte del popolo italiano.

“Vogliamo che tutti i politici se ne vadano a casa, li vogliamo mandare tutti indistintamente a casa perchè non fanno il loro dovere, non fanno quello per cui sono pagati”, hanno affermato alcuni manifestanti giunti dal Friuli.

“Siamo qui per chiedere le dimissioni di Letta e di tutto il governo, loro sono dei nostri dipendenti. Noi da titolari, da datori di lavoro, chiediamo le dimissioni e il licenziamento per giusta causa. Sono qua come libero cittadino stufo di vivere in un paese per cui mi vergogno quando sono all’estero”, ha detto Giuseppe, il coordinatore del presidio di Rho.

“Abbiamo dormito in macchina, andiamo avanti a oltranza perché siamo un popolo esasperato, vogliamo lavoro”, ha sottolineato un altro manifestante della Ciociaria, “Chiediamo che vadano via. Siamo stanchi di essere governati da questa gente incapace”.

I manifestanti sono arrivati nella capitale da tutta Italia dopo lunghi viaggi di notte in pullman e si sono accampati con tende e sacchi a pelo: definendosi “popolo italiano”, senza sigle né partiti politici, hanno chiesto a gran voce le dimissioni del governo e dei politici “perchè non fanno il loro dovere, non fanno quello per cui sono pagati”.

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Alta tensione a Roma, il giorno X delle proteste nella capitale è arrivato. Servizi segreti in allarme, il pericolo è quello dell’infiltrazione di frange di estrema destra, di partecipazione da parte dei cosiddetti professionisti del disordine organizzato, come gli ultrà del calcio. Presenti anche gli esponenti di Casapound.

La manifestazione dell’ala dura del movimento è attesa per le ore 15 in Piazza del Popolo. Il leader Danilo Calvani ha assicurato che “non c’è nessuna etichetta politica”. “È una protesta pacifica la nostra. Infiltrazioni? Abbiamo paura di Letta e Napolitano, queste sono le infiltrazioni di cui abbiamo paura”.

A Piazza del Popolo diversi gli striscioni del movimento: “Nessuno provi a mettere cappelli politici alla nostra protesta”, e “Ribellarsi è un dovere”. La richiesta al governo è chiara: dimettersi.

Un pensionato ha in mano un cartello con su scritto “40 anni fa si parlava di compromesso storico, oggi siamo davanti al tradimento storico. Bisogna ricominciare, tutti a casa”.

Si sente forte la posizione di un romano. “Magnano, bevono e se la ridono, devono annà tutti a casa”.

Ma Mariano Ferro, numero uno del movimento dei forconi siciliani, dice di avere “paura per nuovi incidenti”. Secondo Ferro la manifestazione di oggi a Roma “è pesantemente spostata a destra”, tanto da essersi “messo paura” vedendo “organizzazioni fascistoidi che giravano da tutte le parti, senza prese di distanza”.

Non solo forconi, però, nella capitale: in calendario oggi c’è anche la manifestazione dei senza casa.

La prefettura e le forze dell’ordine hanno imposto, nella speranza di complicare una situazione già tesa, il “divieto di assembramento” dei tir (per le strade di Roma e attorno ai caselli autostradali) e anche di semplice circolazione per tutti i mezzi che non siano impegnati nella distribuzione delle merci.

Il Comune ha decretato poi il divieto di “occupazione del suolo pubblico”. Dunque, niente tende e niente accampamenti improvvisati.

Intanto, il movimento dei forconi raccoglie le simpatie dello stesso Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, che parla di un movimento “ampiamente giustificato, perché negli ultimi tempi non ci siamo molto concentrati a fare le cose necessarie per ritrovare la crescita”. Poi, arriva la precisazione, in cui condanna le violenze.

Dal canto suo, il presidente del Senato Pietro Grasso afferma che le proteste “sono il segnale di un malessere economico, sociale, di vita che ben conosciamo e che non può essere ignorato”.

Si prevede che i manifestanti saranno circa 15.000.