I contributi del 14esimo congresso della Società Europea di Ematologia dimostrano i benefici di

8 Giugno 2009, di Redazione Wall Street Italia

Celgene International Sàrl (NASDAQ: CELG) ha annunciato che i dati presentati al 14esimo congresso della Società Europea di Ematologia (EHA, European Hematology Association) dimostrano che la terapia con VIDAZA allunga la sopravvivenza in modo significativo e contribuisce a rendere o a far rimanere i pazienti indipendenti dalle trasfusioni di globuli rossi. Tra i pazienti che ne hanno tratto benefici vi sono coloro affetti da SMD ad alto rischio o da leucemia acuta mieloide (LAM) con il 20-30% di blasti, secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). “Le presentazioni dell’EHA di quest’anno continuano a confermare i benefici clinici associati a VIDAZA nelle SMD, fra i quali l’ allungamento significativo della sopravvivenza, e vanno a sommarsi ai dati dello studio internazionale AZA-001 pubblicato quest’anno su The Lancet Oncology “, ha commentato Jean-Pierre Bizzari, vicepresidente senior e responsabile del settore onco-ematologico di Celgene. “Inoltre, le presentazioni confermano la significativa e duratura indipendenza dalle trasfusioni offerta da VIDAZA, associata ad una sopravvivenza complessiva prolungata in questo gruppo di pazienti difficili da trattare.” L’azacitidina (AZA) migliora la sopravivenza complessiva nei pazienti anziani con un conteggio basso di blasti midollari affetti da leucemia acuta mieloide (LAM) secondo la definizione dell’OMS Una sottoanalisi dello studio AZA-001 sulla sopravvivenza ha cercato di confermare e chiarire ulteriormente la tendenza positiva della sopravvivenza complessiva mostrata da un sottoinsieme di pazienti in uno studio precedente di fase III (CALGB 9221), che metteva a confronto VIDAZA con la miglior terapia di supporto in pazienti affetti dalla LAM come definita dall’OMS con blasti inferiori al 30%. Sono stati reclutati pazienti affetti dalle forme di SMD a maggior rischio (secondo la classificazione FAB: RAEB, RAEB-t, CMML e secondo la classificazione IPSS: intermedia-2 o alta). Tali pazienti sono stati randomizzati o a VIDAZA o a regimi di cura convenzionali (ovvero CCR: migliore terapia di supporto, ARA-C a basso dosaggio o chemioterapia intensiva). Di 358 pazienti, 113 (32%) soddisfacevano i criteri dell’OMS per la LAM (valore mediano dei blasti midollari del 23%). Successivamente, 55 pazienti sono stati randomizzati a VIDAZA e 58 a CCR. Dei 58 pazienti sottoposti a CCR, il 47 percento ha ricevuto migliore terapia di supporto, il 34 percento ARA-C a basso dosaggio e il 19 percento chemioterapia intensiva. A due anni dall’inizio dello studio, il 50 percento dei pazienti del gruppo con VIDAZA era ancora in vita rispetto al 16 percento del gruppo con CCR (p=0,0007). La sopravvivenza complessiva mediana è risultata rispettivamente di 24,5 e di 16,0 mesi per i gruppi con VIDAZA e CCR (HR=0,47 [95%CI:0,28-0,79], p=0,004). “Come mostrato nei pazienti affetti da SMD a maggior rischio dello studio AZA-001, anche nei pazienti affetti da LAM secondo i parametri dell’OMS trattati con VIDAZA è stato riscontrato un tasso di sopravvivenza complessiva migliore rispetto ai regimi di cura convenzionali,” ha affermato la Prof. Valeria Santini del Policlinico di Careggi di Firenze, che ha aggiunto: “Ciò conferma la tendenza mostrata nello studio CALGB 9221”. Impatto di azacitidina e decitabina (agenti ipometilanti) nelle sindromi mielodisplastiche: revisione sistematica e meta-analisi Al fine di realizzare una revisione sistematica dei test clinici controllati su VIDAZA e decitabina in confronto a miglior terapia di supporto, e in assenza di uno studio comparativo diretto, si è effettuata una ricerca completa sulla letteratura dei trial controllati pubblicati prima del luglio 2008 e degli abstract dei convegni della Società Americana di Oncologia Clinica, della Società Americana di Ematologia e della Società Europea di Ematologia fra il 2006 e il 2008. Sono stati identificati quattro studi randomizzati controllati sull’efficacia degli agenti ipometilanti nel trattamento delle SMD: due sul confronto fra VIDAZA e terapia di supporto, due fra decitabina e terapia di supporto. La meta-analisi dei trial randomizzati controllati sul confronto fra gli agenti ipometilanti e la terapia di supporto ha mostrato una sopravvivenza complessiva, una sopravvivenza libera da malattia e un tasso di risposta marcatamente migliori con gli agenti ipometilanti in assenza di un aumento significativo della mortalità connessa alla terapia. Anche il confronto fra VIDAZA e la terapia di supporto ha mostrato un vantaggio significativo in termini di sopravvivenza complessiva e sopravvivenza libera da malattia senza rischio significativo di mortalità connesso alla terapia. Il confronto fra decitabina e terapia di supporto ha mostrato una sopravvivenza libera da malattia nettamente migliore con decitabina, ma nessuna differenza nella sopravvivenza complessiva e nella mortalità connessa alla terapia. La valutazione di VIDAZA rispetto a decitabina ha mostrato una sopravvivenza complessiva nettamente migliore con VIDAZA, ma una sopravvivenza libera da malattia, un tasso di risposta e una mortalità connessa alla terapia simili nei due farmaci. “I risultati di questo studio dimostrano che i pazienti trattati con gli agenti ipometilanti ottengono un netto miglioramento nella sopravvivenza e nella risposta. Tuttavia, nel nostro confronto indiretto, VIDAZA ha riportato una migliore sopravvivenza complessiva priva di significativo incremento nella mortalità connessa alla terapia”, ha affermato il Dott. Ambuj Kumar del H. Lee Moffitt Cancer Center di Tampa in Florida (USA). L’effetto dell’azacitidina (AZA) sull’indipendenza trasfusionale e sulla sopravvivenza complessiva in pazienti affetti da sindromi mielodisplastiche a maggior rischio Una seconda analisi del trial sulla sopravvivenza AZA-001 ha esaminato la sopravvivenza complessiva in pazienti con SMD a più alto rischio in relazione al loro stato trasfusionale, dal momento che la necessità di trasfusioni di globuli rossi (RBC) è risultata essere in correlazione con la sopravvivenza complessiva in questo tipo di pazienti. Nell’analisi, 179 pazienti affetti da SMD a rischio maggiore e da LAM come definita dall’OMS, sono stati randomizzati a VIDAZA® e valutati rispetto all’indipendenza da trasfusioni di RBC o di piastrine, definita come un periodo libero da trasfusione maggiore di 56 giorni consecutivi. Nel gruppo con Vidaza, dei 111 pazienti dipendenti da trasfusione di RBC, 50 ne hanno raggiunto l’indipendenza (45%, 95% CI: 35,6; 54,8), e dei 38 pazienti dipendenti da trasfusione di piastrine, 16 ne hanno raggiunto l’indipendenza (42%). Inoltre, i pazienti che erano indipendenti da trasfusioni ad un certo punto della terapia, a prescindere dal loro stato trasfusionale di partenza, hanno ricevuto una terapia più lunga con VIDAZA e hanno ottenuto una sopravvivenza complessiva più lunga. Non si è raggiunta una sopravivenza complessiva mediana per i pazienti dipendenti da trasfusioni di RBC o piastrine in partenza che ne hanno ottenuto indipendenza durante la terapia con VIDAZA. “Questo studio ci ha permesso di confermare che i pazienti che sono diventati o sono rimasti indipendenti da trasfusione come risultato della terapia con VIDAZA hanno ricevuto una terapia più duratura e hanno ottenuto una sopravvivenza complessiva più lunga rispetto ai pazienti dipendenti da trasfusione”, ha affermato il Dott. John Seymour del Peter MacCallum Cancer Centre di East Melbourne in Australia. Informazioni su VIDAZA Nel maggio 2004, VIDAZA è stato il primo farmaco approvato dalla FDA per il trattamento dei pazienti con SMD. La FDA ha approvato VIDAZA, il primo di una nuova classe di farmaci denominati agenti demetilanti, per il trattamento di tutti e cinque i sottotipi di SMD, che includono sia pazienti a basso che ad alto rischio. Tali sottotipi includono: l’anemia refrattaria (AR) o l’anemia refrattaria con sideroblasti ad anello (ARSA), se associate a neutropenia o trombocitopenia o alla necessità di trasfusioni; l’anemia refrattaria con eccesso di blasti (AREB), l’anemia refrattaria con eccesso di blasti in trasformazione (AREBt) e la leucemia mielomonocitica cronica (LMMC). Inoltre, nel dicembre 2008, VIDAZA è stato approvato dalla Commissione Europea per il trattamento di pazienti adulti non idonei al trapianto di cellule staminali ematopoietiche affetti da: SMD a rischio intermedio-2 o alto secondo i criteri IPSS (International Prognostic Scoring System), o da leucemia mielomonocitica cronica (LMMC) con 10-29 percento di blasti nel midollo in assenza di disordini mieloproliferativi, o da LAM (leucemia mieloide acuta) con il 20-30 percento di blasti e displasia multilineare, secondo la classificazione dell’OMS. Si ritiene che VIDAZA eserciti effetti antineoplastici causando l’ipometilazione del DNA e citotossicità diretta sulle cellule ematopoietiche anomale nel midollo osseo. La concentrazione di VIDAZA necessaria per l’inibizione massima della metilazione del DNA in-vitro non causa soppressione di rilievo della sintesi del DNA. L’ipometilazione può ripristinare la normale funzionalità di geni cruciali per la differenziazione e la proliferazione. Gli effetti citotossici di VIDAZA ® causano la morte delle cellule in rapida divisione, comprese le cellule tumorali che non rispondono più ai normali meccanismi di controllo della crescita. Le cellule non-proliferanti sono relativamente insensibili a VIDAZA. Si ritiene che VIDAZA eserciti effetti antineoplastici causando l’ipometilazione del DNA e citotossicità diretta sulle cellule ematopoietiche anomale nel midollo osseo. L`ipometilazione del DNA appartenente a geni colpiti da metilazione aberrante, coinvolti nelle vie di regolazione, differenziazione e morte del normale ciclo cellulare possono risultare nelle cellule neoplastiche, nella riespressione genetica e nel recupero delle funzioni di soppressione tumorale. Gli effetti citotossici di VIDAZA causano la morte delle cellule in rapida divisione, comprese le cellule tumorali che non rispondono più ai normali meccanismi di controllo della crescita. Le cellule non-proliferanti sono relativamente insensibili a VIDAZA. VIDAZA è stato approvato dalla FDA per la somministrazione intravenosa nel gennaio 2007. Informazioni sulle sindromi mielodisplastiche Le sindromi mielodisplastiche sono un gruppo di malattie ematologiche maligne che colpiscono circa 300.000 persone nel mondo. Le sindromi mielodisplastiche si verificano quando le cellule del sangue rimangono in uno stato immaturo o di “blasto” nel midollo osseo e non si sviluppano mai in cellule mature capaci di svolgere le loro necessarie funzioni. Il midollo osseo può anche riempirsi di blasti che sopprimono lo sviluppo delle cellule normali. Secondo l’American Cancer Society, ogni anno negli Stati Uniti vengono diagnosticati tra i 10.000 e i 20.000 nuovi casi di SMD, con tassi di sopravvivenza media fra i sei mesi e i sei anni a seconda delle diverse categorie di SMD. I pazienti affetti da SMD spesso dipendono da trasfusioni di sangue per la gestione dei sintomi (anemia e affaticamento) e possono sviluppare un accumulo di ferro che può divenire letale e/o tossicità a causa delle frequenti trasfusioni. Tale fatto sottolinea l’importanza decisiva delle nuove terapie mirate alla causa della malattia, piuttosto che alla mera gestione dei sintomi. Informazioni su Celgene International Sàrl Celgene International Sárl, con sede a Boudry in Svizzera, è una società interamente controllata da Celgene Corporation, di cui rappresenta una delle sedi internazionali. Celgene Corporation, con sede a Summit, in New Jersey, è un gruppo farmaceutico integrato e globale impegnato principalmente nella ricerca, sviluppo e commercializzazione di terapie innovative per il trattamento delle neoplasie e delle patologie infiammatorie attraverso la regolazione dei geni e delle proteine. Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito Web del Gruppo all’indirizzowww.celgene.com. REVLIMID® è un marchio registrato di Celgene Corporation. Il presente comunicato stampa contiene alcune dichiarazioni aventi carattere di previsione che includono fattori di rischio noti e sconosciuti, ritardi, fattori di incertezza ed altri fattori che sfuggono al controllo della Società, e che potrebbero determinare risultati, performance ed esiti sostanzialmente diversi dai risultati, dalla performance previsti e da altre previsioni, esplicitamente o implicitamente contenute nelle presenti dichiarazioni previsionali. Tali fattori includono i risultati delle ricerche in corso ed attuali, oltre alle attività di sviluppo, le azioni da parte della FDA e di altre autorità governative, e tutti quei fattori elencati nella documentazione della Società presentata alla Securities and Exchange Commission, come ad esempio le relazioni contenute nei modelli 10K, 10Q e 8K. Il testo originale del presente annuncio, redatto nella lingua di partenza, è la versione ufficiale che fa fede. 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Celgene International SàrlKevin Loth, +41 32 729 86 21Direttore relazioni esterne