I contanti sono ancora ben lontani dalla scomparsa

15 Dicembre 2016, di Alberto Battaglia

Su queste pagine abbiamo più volte ricordato come numerose forze politico-economiche stiano spingendo verso il superamento del contante come di forma di pagamento. E’ vero: il cash può essere sottratto con la forza, riduce l’efficacia delle politiche delle banche centrali (quelle sui tassi negativi in particolare) e si presta a operazioni illegali finalizzate all’evasione fiscale. Eppure una ricerca pubblicata sull’International Journal of Central Banking rivela che la sua popolarità, nel 2016, è ancora elevata e che, ragionevolmente, il contante resterà nella quotidianità ancora per un po’.
La ricerca ha tracciato le abitudini di 18mila persone residenti in sette diversi Paesi: Australia, Austria, Canada, Francia, Germania, Olanda e Stati Uniti (manca, dunque, l’Italia un Paese da sempre molto affezionato a monete e banconote). La conclusione degli autori è eloquente: “Molti hanno previsto e sposato la visione che i contanti stiano progressivamente scomparendo come forma di pagamento”, ma “parafrasando, Mark Twain, diremmo che i rapporti sulla morte del contante sono stati molto esagerati”.

Ecco alcune delle principali evidenze. La prima, la più chiara, è che nonostante tutte le alternative disponibili il cash resta lo strumento di pagamento più frequente in tutti i sette Paesi. Nel caso degli Stati Uniti, i meno avvezzi alla cartamoneta, il contante resta usato nel 46% delle transazioni, mentre il 26% è veicolato dalle carte di debito il 19% da quelle di credito. I contanti, invece, sono più comuni in Germania e Austria. Non solo: dovrebbe comunque far riflettere che, dal 2005, la quantità di denaro circolante in euro e dollari è raddoppiata, rispettivamente 1,1mila miliardi di euro e 1,48mila miliardi di dollari. Va certo aggiunto il fatto che la domanda di queste valute è cresciuta anche da parte di Paesi esteri.

Com’era prevedibile, inoltre, la preferenza per il contante è massima per le piccole transazioni, le più frequenti. Non sorprende dunque che, se si considera la popolarità delle forme di pagamento in base al denaro che muovono, esso non si trova in testa eccetto che in Austria e Germania.

Resta da capire perché il contante continua a piacere così tanto. Una spiegazione offerta dai dati della ricerca è che, per le piccole transazioni è facile e veloce da usare. Un’altra è che, visto che risulta particolarmente popolare tra le fasce a basso reddito, permette di “tenere in mano” la propria contabilità, con una chiara percezione di quanto denaro è stato speso. E, poi, non si può negare l’attrazione per l’anonimato che il cash può offrire, con la possibilità di abusarne.