I consumi restano al palo in Italia

6 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – I consumi restano al palo in Italia, dopo un 2009 di agonia. Dopo i pessimi dati sulla spesa delle famiglie pubblicati ieri dall’ISTAT, l’indicatore dei consumi di Confcommercio fornisce ancora segnali di debolezza. Lç’indicatore è sceso infatti a maggio dell’1,1% in termini tendenziali, confermando la tendenza al ridimensionamento della domanda emersa già ad aprile. Il dato, suggerisce comunque l’Ufficio Studi di Confcommercio, va comunque letto con estrema cautela considerando l’aumento, anche se contenuto (0,1%), del dato congiunturale e l’effetto statistico determinato dalla fine degli incentivi all’acquisto di autovetture. A soffrire sono i beni piuttosto che i servizi. L’italiano soffre ma non rinuncia allo svago. Tiene infatti la domanda per beni e servizi ricreativi, proseguendo nel trend di crescita che prosegue ormai da dicembre dello scorso anno, grazie soprattutto alle dinamiche registrate dai concorsi e pronostici, dai prodotti audio-visivi e dai servizi ricreativi. In difficoltà si conferma invece il settore alberghiero e della ristorazione. L’auto cola a picco. La fine degli incentivi è stata fatale per il settore dei beni e servizi per la mobilità, che hanno registrato una pesante diminuzione a maggio (-15,4%). Ma non si rinuncia al telefonino. In miglioramento la domanda di beni e servizi per le comunicazioni e per l’ICT domestico (+4,3%), grazie soprattutto alla componente dei beni, mentre per i servizi la fase negativa non sembra essersi ancora esaurita. E neanche alla TV… La domanda di beni e servizi per la casa è cresciuta dello 0,9%, in larga parte per i maggiori acquisti di elettrodomestici e TV, oltre che di mobili. L’abito non fa il monaco ma l’estetista si!. La domanda per beni e servizi per la cura della persona ha mostrato una crescita dei volumi acquistati dalle famiglie. Al contrario degliarticoli di abbigliamento e calzature, che hanno evidenziato una riduzione, confermando come la fase critica della domanda non sia stata ancora superata. E la dieta resta un dovere. Per quanto concerne i consumi delle famiglie per i prodotti alimentari, le bevande e i tabacchi, la stima per maggio segnala infatti una diminuzione dello 0,4% dei volumi acquistati.