HEISE (ALLIANZ): SBAGLIA CHI PARLA DI RECESSIONE

13 Settembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 13 set – “Il governatore Draghi ha senz’altro ragione nell’affermare che l’euro ha aiutato l’economia italiana a resistere alle turbolenze”, perché “quando sopravvenivano le crisi in un sistema di cambi flessibili, la lira svalutava. E i benefici degli aumenti delle esportazioni venivano più che vanificati, per famiglie e imprese, da un aumento dell’inflazione e dei tassi di interesse e da un peggioramento del debito pubblico”. Lo afferma, in una intervista al Corriere della Sera, Michael Heise, da cinque anni capo-economista del colosso Allianz (che in Italia controlla la Ras e il Lloyd Adriatico) e docente all’Università di Francoforte. Heise si dice d’accordo con le affermazioni di Draghi che parla di turbolenze sui mercati, piuttosto che di crisi: “E’ un’esagerazione parlare di crisi creditizia. Perché qui stiamo assistendo a una normalizzazione nei mercati, e a una forte riduzione del credito fra operatori finanziari”. E anche il pericolo di recessione per gli Stati Uniti “non è molto forte – aggiunge -, perché la riduzione dei crediti si concentra soprattutto sul mercato interbancario, sulle società di private equity, sugli hedge funds, e così via. Ma nel lungo termine non dovrebbe colpire le imprese produttive solide”. Infine l’economista commenta così la corsa dell’euro sul dollaro: “Da tempo prevedevamo un aumento simile dell’euro entro la fine dell’anno. E ora con la crisi nel subprime il raffreddamento dell’economia americana sarà più forte. Per questo prevediamo che la Fed americana riduca i tassi di interesse. Ed è questa fantasia nei mercati che deprime il dollaro e sprona l’euro. Ma costituisce un onere per le esportazioni europee. Ora stiamo a vedere che cosa farà la Banca centrale europea”.