HACKERS: NON E’ DA ESCLUDERE CHE SIANO ANTI-USA

9 Febbraio 2000, di Redazione Wall Street Italia

Alan Brill e’ uno degli esperti sulla sicurezza dei network di computer di Kroll Associates, una delle maggiori societa’ del comparto controllo, protezione e sicurezza. Ecco l’ opinione a caldo di Brill dopo i blitz dei cyber-terroristi contro Yahoo!, Buy.com, E-Bay e altri siti

Domanda: Che cosa sta succedendo? Un attacco cosi’ massiccio degli hackers contro grandi siti internet non si era mai visto prima.

Risposta: In realta’ era gia’ accaduto, c’erano stati in passato attacchi concertati contro vari web site. Cio’ che sta accadendo e’ che un certo numero di noti siti americani sono stati colpiti da milioni di hits nello stesso momento. E’ come un imbottigliamento di auto all’ingresso di in un tunnel, che ovviamente non regge il traffico. Servono poche auto per bloccarlo. Il problema e’: quali auto creano l’ostacolo? E come prevenire altri attacchi?

D: E’ possibile individuare chi sono i terroristi, quali gruppi sono dietro a questi blitz?

R: Chiaramente, qui sono subito scattate le indagini delle forze dell’ordine e dell’Fbi, organi che sono diventati molto, molto efficienti nello scoprire le tracce degli hackers. Non e’ un’operazione facile, tuttavia, perche’ a volte questi personaggi si impadroniscono di un sito assolutamente innocente per far partire da li’ l’attacco. Ma non e’ da escludere che siano rintracciabili. A quel punto partira’ il procedimento penale del governo Usa e in parallelo l’azione civile di risarcimento da parte delle societa’ vittime dei blitz.

Thomas Siebel, chief executive officer di Siebel Systems, una societa’ di La Quinta, in California, che si occupa di sicurezza su internet, e’ invece piu’ allarmista: ritiene che gli episodi delle ultime 24 ore costituiscano un serio pericolo per la sicurezza nazionale americana.

Domanda: Bob si era mai visto uno sforzo coordinato di tale portata. E’ un problema grave?

Risposta: ”Ci sono stati negli ultimi anni una serie di temi di moda circa le nuove tecnologie dei computer, dalla questuone dell’anno 2000 alla provacy su internet; ma si e’ visto, poi, che non sono in verita’ i temi di cui si dovrebbe davvero parlare. Il tema vero, serio, e’ proprio questo: il cyber-terrorismo. Che rischia di minacciare non sono alcune grandi societa’ e i oro siti internet, ma l’intera economia, e perfino la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. E’ un problema gigantesco. Non credo che la gente ancora abbia capito quanto e’ importante.

D: Gli hackers possono dunque bloccare a loro piacimento i siti e l’attivita’ commerciale che gli ruota intorno?

R: Non solo possono far saltare un sito web per periodi piu’ o meno lunghi di tempo; possono alterare i trasferimenti internazionali di denaro da una banca all’altra. E possono minare la capacita’ delle forze dell’ordine e dell’Fbi di svolgere la loro attivita’ di sorveglianza. Puo’ diventare insomma in poco tempo un problema di sicurezza nazionale e di pericolo immediato per l’economia degli Stati Uniti. E non e’ affatto da escludere che gli attacchi vengano dall’estero.