Economia

Guerra in Medio Oriente e volatilità: dove investire secondo ING

Dove investire in un contesto di mercato dominato dall’incertezza geopolitica e dalla volatilità legata al rialzo dei prezzi energetici, con implicazioni per inflazione, crescita e politiche monetarie? Prova a dare una risposta Bob Homan, Chief Investment Officer di ING nel nuovo Monthly Investment Outlook di aprile.

ING: con la volatilità investitori alla finestra

Secondo l’analista, gli asset tradizionalmente considerati difensivi stanno mostrando qualche segnale di indebolimento. L’oro, ad esempio, dopo il forte rialzo dei mesi scorsi, ha subito una correzione significativa, penalizzato sia dall’aumento dei rendimenti reali sia da prese di profitto da parte degli investitori.

Sul fronte settoriale, ING mantiene un atteggiamento prudente verso l’energia tradizionale, ritenendo poco conveniente inseguire il recente aumento dei prezzi.
Al contrario, cresce l’interesse per i temi di lungo periodo legati alla transizione energetica, all’efficienza e all’elettrificazione: ambiti che tendono a beneficiare indirettamente dei prezzi elevati delle fonti fossili e della crescente attenzione alla sicurezza energetica.

Asset allocation tattica: le preferenze ai mercati emergenti

Per quanto riguarda l’asset allocation tattica, ING adotta una posizione neutrale tra azioni e obbligazioni, in un contesto ancora segnato da incertezza e volatilità.

All’interno dell’azionario, la preferenza va ai mercati emergenti, che dovrebbero contribuire in modo significativo alla crescita degli utili. L’esposizione a Stati Uniti ed Europa resta invece neutrale, mentre il Giappone è sottopesato, in quanto ritenuto più esposto a eventuali shock energetici. A livello settoriale si conferma la predilezione per la tecnologia e un approccio cauto verso l’energia.

Nel mondo obbligazionario, la strategia prevede un sottopeso sui titoli di Stato, penalizzati dal rialzo dei rendimenti, e una maggiore attenzione agli strumenti a spread. In particolare, risultano interessanti le obbligazioni high yield e i bond dei mercati emergenti, che offrono rendimenti più elevati e una minore esposizione alla duration, rendendoli meno sensibili alle variazioni dei tassi.

Nel complesso, questo posizionamento consente di mantenere flessibilità in una fase di mercato instabile, senza rinunciare alla possibilità di cogliere opportunità qualora la volatilità dovesse creare punti di ingresso più favorevoli.