Guerra in casa Le Pen: Marine dice no alla candidatura del padre

8 Aprile 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – E’ guerra tra Marine Le Pen, presidente del Front National, e suo padre Jean-Marie. Marine avrebbe detto no alla candidatura del fondatore del partito alla presidenza della Regione PACA (Provenza-Alpi-Costa Azzurra) dopo gli ultimi dissensi. “Il suo obiettivo è nuocermi” ha dichiarato oggi in un’intervista a Le Monde. Non si è fatta attendere la risposta del fondatore di Fn: “Madame Le Pen si chieda se è utile ciò che fa” .

Lo scontro dopo gli ultimi interventi antisemiti dell’anziano leader, oggi presidente onorario del partito. Le Pen era stato condannato dalla Corte di appello di Versailles nel 1991 a pagare 1,2 milioni di franchi a 11 associazioni che avevano sporto denuncia a seguito di un’intervista del 1987 a Grand-Jury RTL-Le Monde: “Non dico che le camere a gas non siano esistite – aveva detto allora – Io non ho potuto vederle di persona. Non ho studiato in particolare la questione. Ma credo si tratti di un punto di dettaglio nella storia della seconda guerra mondiale”.

Oggi l’eurodeputato ed ex candidato alle presidenziali ha spiegato di non aver rimpianto quelle dichiarazioni “in nessun momento”. “Ciò che ho detto corrispondeva ai miei pensieri: che le camere a gas erano un dettaglio della storia della guerra a meno di non ammettere che la guerra sia un dettaglio delle camere a gas”.

L’ultima provocazione è arrivata in un’intervista al giornale di estrema destra Rivarol, in cui Le Pen ha preso una posizione di difesa del maresciallo Petain, capo della Francia collaborazionista con i nazisti.

Nel frattempo, anche il vicepresidente del Front National, Florian Philippot, ha annunciato – simultaneamente al no di Marine Le Pen alla candidatura del padre alle regionali – una “rottura totale e definitiva” con Jean-Marie Le Pen. “Verranno prese alcune decisioni”, ha detto Philippot.