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La risposta della Cina non si è fatta attendere. Dopo la nuova escalation di tensioni commerciali con l’annuncio da parte di Washington sull’entrata in vigore di dazi al 104% sui prodotti cinesi, Pechino non resta a guardare e prepara le sue contromisure.
La Cina annuncia oggi tariffe di ritorsione dell’84% sulle merci statunitensi in risposta a Trump.
Cina prepara contro-tariffe e sfida Trump
La ripetuta escalation dei dazi minaccia di portare una battuta d’arresto al commercio tra due delle economie più importanti del mondo. Secondo l’Office of the U.S. Trade Representative, nel 2024 gli Stati Uniti hanno esportato in Cina 143,5 miliardi di dollari di beni, importandone 438,9 miliardi. La scorsa settimana l’amministrazione Trump ha annunciato una nuova politica tariffaria di ampio respiro e ha avvertito gli altri Paesi di non effettuare ritorsioni, sganciando così una vera e propria bomba sui mercati che ancora oggi faticano a riprendersi.
Alcune nazioni, tra cui il Giappone, sono sembrate disposte a negoziare sulle tariffe, ma la Cina sembra aver assunto una posizione più dura e ha rapidamente annunciato una contro-tariffa.
Dopo la risposta iniziale della Cina al lancio delle tariffe del 2 aprile, Trump ha annunciato un ulteriore aumento del 50%, portando il livello totale delle tasse sulle importazioni di merci cinesi al 104%.
“Penso che sia un peccato che i cinesi non vogliano venire a negoziare, perché sono i peggiori trasgressori del sistema commerciale internazionale”, ha detto mercoledì il segretario al Tesoro americano Scott Bessent a Fox Business dopo l’ultimo annuncio della Cina. “Hanno l’economia più squilibrata nella storia del mondo moderno e posso dire che questa escalation è perdente per loro”.
Anche oggi all’annuncio dell’aumento dei dazi al 104% e alla risposta di Pechino, il Segretario al Tesoro USA non ha addolcito la pillola.
“Possono alzare i dazi, e allora? L’escalation è’ una mossa perdente per loro, vengano al tavolo delle trattative (…) La Cina “non sottovaluti” la questione, deve ribilanciare gli scambi commerciali “con maggiori consumi“.
Gli Stati Uniti avevano già imposto nuovi dazi alla Cina prima di varare la loro politica commerciale completa il 2 aprile, il giorno che lo stesso Trump aveva ribattezzato Liberation Day, letteralmente il Giorno della Liberazione.
L’obiettivo di Trump è chiaro. “Questo è un grande momento per trasferire le vostre aziende negli Stati Uniti, come Apple e molte altre, in numero record, lo stanno facendo. Zero dazi […] Non aspettate, fatelo ora” ha scritto proprio il presidente degli Stati Uniti sul suo social Truth.
Mercati nel panico: cosa sta succedendo ora
La guerra commerciale sembra aver spaventato gli investitori di tutto il mondo, dato che i mercati azionari globali hanno subito forti ribassi.
L’indice Vix è ai massimi dalla crisi del Covid, mentre l”indice S&P 500 ha chiuso ieri con un calo di quasi il 20% rispetto al suo picco massimo, ponendo il principale indice statunitense in un mercato orso (bear market) ossia un calo della Borsa di almeno il 20% rispetto al picco più recente. Anche l’indice Kospi della Corea del Sud è entrato in un mercato orso e i titoli di Shanghai e Hong Kong sono in forte calo dopo l’annuncio dei dazi statunitensi del 2 aprile.