Groupon: titolo -75% da esordio in borsa, AD a casa. Cosa non ha funzionato?

1 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Una vera e propria ecatombe. Tonfo del titolo, che ha perso oltre -20% del suo valore a causa di risultati di bilancio a dir poco confortanti, outlook per il futuro poco confortante e licenziamento dell’amministratore delegato Andrew Mason. Protagonista della seduta di ieri di Wall Street è stato il caso Groupon, società diventata famosa per i buoni giornalieri su diversi prodotti lanciati online: buoni che sembrano non piacere più, almeno non come all’inizio. (qui il sito italiano

Il risultato è che la società ha terminato il quarto trimestre con un rosso di bilancio di 81,1 milioni di dollari, e con ricavi +30% a 638,3 milioni di dollari, sotto le attese di Wall Street.

“Dopo un’esperienza meravigliosa come ceo di Groupon, durata quattro anni e mezzo, ho deciso che vorrei trascorrere più tempo con la mia famiglia…Sto scherzando. Sono stato licenziato oggi – ha scritto in una email ai propri dipendenti Mason. Il mercato ha apprezzato il licenziamento, visto che subito dopo la notizie le quotazioni sono balzate +10%.

Ma le condizioni in cui versa il gruppo sono riflesse tutte nel trend terribile delle quotazioni, che hanno perso oltre -75% dallo sbarco in borsa, avvenuto nel novembre del 2011. Dai risultati di bilancio, è emerso che, al fine di espandere il proprio business, Groupon è stata costretta ad accettare commissioni più basse dai vari commercianti: pronostici negativi per il futuro, con l’attività di Groupon Goods che secondo le stime dovrebbe andare male nel trimestre attuale.

La crisi di Groupon non è certo nata ieri, tanto che Wall Street Italia dedicò alle difficoltà del gruppo un articolo Groupon diventa Groupoff, mettendo in rilievo già a fine 2011 i timori dei mercati sul rischio di erosione dei margini, a causa dei costi crescenti nel mercato e per la maggiore competizione di altri concorrenti quali LivingSocial.com, supportato da Amazon.

Società di sconti sul web, nel sito di Groupon vengono offerti voucher per servizi o merci offerti da altre società (partner).

Certo la sua reputazione aveva subito qualche colpo: indicativo il caso in cui vendette falsi Tissot in Cina. Ma forse le vere difficoltà sono arrivate proprio dai diversi inconvenienti contro cui i clienti di Groupon e di Groupalia si sono imbattuti in tutti questi anni. Clienti che si presentavano con i coupon, che rivendicavano i loro acquisti, e che si sentivano rispondere: “Ah, sei un cliente con il coupon di Internet… allora no, non ci sono tavoli per il weekend. Se prenoti in settimana è meglio”.

“Per la palestra? Sì, l’offerta diceva che potevi venire in qualsiasi orario, ma se vuoi l’abbonamento open mi devi pagare la differenza”.

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