GRILLO E IL FISCO DI NOSTRADAMUS

26 Febbraio 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 26 feb – Nel dibattito sulla politica fiscale sta riscuotendo il consueto successo di pubblico (già un migliaio di interventi nel forum on line) il punto di vista di Beppe Grillo. “Perchè le imprese dovrebbero pagare le tasse?”, si chiede il blogger più popolare d’Italia. Che poi spiega: “Un imprenditore apre una società. Riesce a fare utile. E’ così onesto da non eludere, evadere, corrompere. Dichiara tutto. Lo Stato, per premiarlo, lo tassa subito il doppio. Infatti se l’azienda ha fatto utili, lo Stato ha la massima fiducia che l’anno dopo ne farà almeno altrettanti. Questa fiducia nelle capacità del contribuente si traduce in un anticipo di tassazione. Pari quasi a quella dell’anno in corso. L’imprenditore paga, insieme alle tasse dell’anno, un presunto reddito in anticipo. Il reddito è ipotetico, ma le tasse sono reali. I soldi del presunto reddito sono sottratti agli investimenti per la società. Ad assunzioni, tecnologia, macchinari. E, soprattutto, sono presunti. Perchè si deve pagare sulla presunzione di reddito del futuro? E’ il fisco di Nostradamus. E per le società di recente costituzione, se fanno utili nei primi anni, può essere una mazzata tale da farle chiudere. Meglio allora fare perdite. Solo un santo o un pazzo può dichiarare tutti gli utili con questo meccanismo infernale. Lo Stato vuole soldi, più soldi. Vuole cassa, sempre più cassa. Ma li pretende – conclude Grillo – dai contribuenti onesti. Non dagli evasori. Troppo difficile”.