Greenspan, segnali di ripresa ma attenzione alle ‘false schiarite’

24 Luglio 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – L’economia andrà bene sul breve termine sostenuta da un forte mercato azionario ma rimane il timore di una “falsa schiarita”, ossia di una ripresa reale dell’economia. E’ quanto afferma Alan Greenspan, ex numero uno della Fed, preoccupato per la preannunciata uscita da una politica monetaria accomodante della Banca Centrale e per la conseguente “forte” reazione dei mercati azionari.

Oggi ha 88 anni ed è stato a capo della Federal Reserve Usa per ben 18 anni, dal 1987 al 2006. Alan Greenspan ha saputo gestire e superare molte crisi economiche, spesso tagliando i tassi e rimanendo ottimista, forse troppo. Dopo aver lasciato il timone negli ultimi anni è caduto in disgrazia nella popolarità, ha ammesso di aver dato eccessivo credito alle grandi banche ed ha in parte rivisto le sue idee sull’economia.

In un’intervista al sito di finanza MarketWatch parla della politca monetaria attuale, di economia e di bolle.

“Ci sono chiare evidenze di una ripresa dell’economia – dice Greenspan – il sistema finanziario alla fine sta iniziando a prestare denaro. Ma quello che non sappiamo è se, nel momento in cui la ripresa partirà, si tratterà di una falsa ripresa”.

Greenspan si aspetta una forte reazione del mercato al primo rialzo dei tassi: “guardate già cosa è successo alla prima indicazione in questo senso. I mercati sono sempre stati molto sensibili”.

La presidente attuale della Fed Janet Yellen nel suo recente discorso al Fondo Monetario Internazionale ha detto che la Banca Centrale utilizzerà come prima arma la normativa a disposizione se ci saranno preoccupazioni sui prezzi, dunque su possibili bolle. Greenspan avverte: “quando le bolle emergono, prendono vita e vanno avanti da sole. E’ davvero difficile fermarle senza un pesante crollo sul fronte dei mercati. Tutte le bolle si espandono e tutte finiscono con un crollo”.

“Sono arrivato alla conclusione – dice Greenspan – che le bolle, la creazione di bolle faccia parte della natura umana. Non abbiamo abbastanza prove al riguardo, ma a mio avviso la condizione necessaria e sufficiente per evitare bolle è un periodo prolungato e stabile di attività economica in presenza di una bassa inflazione. Il che significa un bel problema sul fronte della politica monetaria. Io credo che le banche centrali che sono convinte di poter soffocare le bolle vivano in un mondo irreale”.