Grecia, Syriza si ribella. UK: “non con i nostri soldi”

14 Luglio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ATENE (WSI) – Ad Atene il partito al governo Syriza si spacca. Buona parte dei politici del gruppo di sinistra ha annunciato l’ammutinamento: non voteranno il pacchetto di riform draconiane chiesto dai creditori per protesta contro l’umiliazione nazionale subita.

Il premier Alexis Tsipras dovrà fare affidamento sull’opposizione per il passaggio delle misure economiche indispensabili per riaprire i negoziati con i creditori e sbloccare 82-86 miliardi di euro in nuovi finanziamenti che verranno prelevati dal fondo salva stati europeo ESM.

Nonostante il dissenso di alcuni deputati del partito di governo, il ministro dell’Interno ha assicurato che il piano passerà lo scoglio parlamentare. Un rimpasto della squadra dell’esecutivo è quasi certo per domani.

Ieri sera la Grecia non ha pagato al Fondo Monetario internazionale 456 milioni di euro e ora gli arretrati nei confronti dell’istituto di Washington salgono a 2 miliardi.

Una volta stretta un’intesa preliminare a Bruxelles, ieri mattina, la Bce ha potuto sbloccato altri 15 miliardi di euro di fondi straordinari per le banche elleniche a corto di liquidità. L’istituto guidato da Mario Draghi ha fatto ricorso come sempre al canale di emergenza ELA. I controlli di capitle rimarranno in vigore per almeno altri due mesi.

Il tutto mentre l’Inghilterra si oppone all’utilizzo dei suoi fondi per aiutare il paese in crisi. Il Cancelliere dello Scacchiere, George Osborne, ha detto che bloccherà qualsiasi tentativo dell’Ue di includere soldi dei contribuenti britannici nel nuovo programma di salvataggio finanziario di Atene.

Insieme al Regno Unito, anche Repubblica Ceca, Svezia e Danimarca si sono opposte fermamente all’utilizzo dei fondi dell’EFSF. Nonostante tali pareri contrari, la Commissione europea raccomanderà all’Eurogruppo di domani che i ministri approvino l’utilizzo dei fondi Efsm – il fondo europeo di stabilità finanziaria – per la concessione di un finanziamanto ponte.

I sindacati del servizio pubblico greco hanno indetto uno sciopero di 24 ore per mercoledì. Poe-Ota organizzerà anche altre due manifestazioni per protestare contro l’austerity e l’euro così come è diventato. Si tratterà del primo movimento di protesta contro la coalizione di governo dalla vittoria di Syriza alle elezioni generali, sei mesi fa.

(DaC)