Grecia: si avvicina giorno elezioni. Abbiate paura, tanta, tanta paura

4 Maggio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Non sembra esserci un esito scontato per le elezioni di questo fine settimana in Grecia. Enorme frammentazione politica che vede la caduta dei due principali partiti (Pasok e Nuova Democrazione) e il crescente consenso ottenuto dai partiti più marginali. Perché? Gran parte si oppone alle forti misure di austerità volute dalla comunità internazionale, è contraria all’euro e ai programmi di salvataggio messi in atto dall’Unione europea e dal Fondo Monetario Internazionale. Secondo gli ultimi sondaggi Pasok e Nuova Democrazia dovrebbero riuscire a raccogliere qualcosa come il 30%-35%.

Nella tabella stilata dal team ricerca economica di Credit Suisse (di fianco), riportati i vari partiti con le percentuali secondo l’ultimo sondaggio e con il programma che si propongono di seguire. Gli analisti della banca svizzera differenziano i risultati delle elezioni in tre possibili scenari:

Scenario 1: coalizione Nuova Democrazia – Pasok. Lo scenario più probabile di tutti secondo Credit Suisse, contrariamente a quanto annunciato nel pre-elezioni. Sarebbe tuttavia una coalizione debole, che dovrebbe continuare a portare avanti i programmi Ue-Fmi, non senza difficoltà, a causa della visione differente della gestione pubblica. Sarebbe un governo fragile la cui stabilità sarebbe determinata direttamente dall’andamento dell’outlook economico e dagli sviluppi che porteranno le riforme.

Scenario 2: coalizione più ampia, con la partecipazione di altri partiti. Oltre ai due precedentemente citati, altri minori potrebbero aggiungersi per rafforzare la stabilità del governo. Si tratterebbe della Sinistra Democratica e dell’Alleanza Democratica. L’apertura verso questi partiti porterebbe però a una minore flessibilità, visto che i programmi politici sono diversi e ci potrebbero essere chiari problemi nell’adattamento delle riforme e sul da farsi.

Scenario 3: nuove elezioni. In caso non ci sia volontà/capacità da parte dei partiti di formare una coalizione, seguiranno nuove elezioni. Questo sarebbe catastrofico per la Grecia, almeno nel breve periodo, con i mercati che si chiederebbero sull’implementazione delle nuove riforme e sull’uscita o meno del paese dall’euro.

I pericoli sono dietro l’angolo, considerando cosa succederebbe in caso di instabilità e in caso la Grecia smetta di seguire le linee guida imposte dalla comunità internazionale.

“Se la Grecia non dovesse rispettare i suoi impegni, crediamo sia possibile che il Fmi e l’Ue si rifiutino di pagare la prossima tranche di aiuti”, specifica in una nota il team ricerca economica di Ubs. “Si precisa, sembra essere improbabile che i pagamenti verranno bloccati del tutto, al massimo subiranno uno stop temporaneo, in attesa che Atene faccia fronte alle richieste. Tuttavia questo porterebbe a forti tensioni nel mercato e il governo potrebbe finire il contante a disposizione, dunque non riuscendo più a pagare salari e pensioni. Se questo fosse il caso, molto probabilmente seguiranno delle proteste popolari forti”.