Grecia, Bce: “controlli di capitale previsti dai Trattati”

7 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – A Cipro i controlli di capitale hanno contribuito a stabilizzare la situazione drammatica del 2013. Il Trattato dice che c’è un libero movimento di capitale ma che possono essere autorizzate misure in via eccezionale.

Lo ricorda il membro del consiglio direttivo della Bce Yves Mersch, in una intervista concessa al quotidiano La Vanguardia. Tuttavia secondo il giurista e avvocato lussemburghese non si può parlare in linea generale, perché “ogni paese deve prendere le misure estreme che il caso specifico richiede.

Parlare prima che queste misure possano essere adottate, inoltre, “potrebbe avere effetti negativi sui mercati”, avverte il banchiere.

I controlli di capitale fanno parte del ventaglio di strumenti non standard a cui i governi possono ricorrere se non hanno più altre opzioni. Ma “chi le prende lo fa a caro prezzo. Spetta solo al governo greco decidere”.

Un altro esempio di queste soluzioni del compromesso che sono state già prese in considerazione è l’introduzione di cambiali in cui il governo possa dichiarare che ripagherà il debito (IOU).

Con una dimostrazione di coesione politica forte in seno all’Eurozona, fa capire Mersch, Atene potrebbe anche fare default senza conseguenze particolarmente gravi.

“Non voglio fare teorie sul destino della Grecia”, dice il banchiere al giornalista spagnolo che gli chiede se “la Grecia può fare default e rimanere nell’area euro?”. “Se si guardano esempi simili in passato, ci sono stati default negli Stati Uniti e in altre unioni monetarie senza conseguenze politiche”.

“Quello che conta è la percezione di coesione politica che hanno i paesi europei e la loro volontà di rimanere uniti. Più l’area euro è vista come una mera collaborazione tra stati sovrani, meno si può immaginare che possano essere compiuti gli sforzi extra necessari per restare uniti”.

“La volontà politica di salvare l’euro è stata sottovalutata dai mercati”, secondo il membro del board della Bce.

La Bce ha una delle chiavi per risolvere la crisi greca. Se interrompe il canale di fondi di emergenza al settore bancario, la situazione precipiterà. Viceversa continuando a fornire liquidità addizionale riuscirà a tenere finanziariamente a galla i pericolanti istituti di credito ellenici.

Secondo Mersch la Bce abbia il potere di decidere le sorti della crisi. Inoltre, il piano di assistenza di emergenza (ELA) è un soggetto di competenza nazionale. Il consiglio ha il potere di decidere se ottiene più dei due terzi dei voti dei consiglieri.

“La chiave che ha la Bce è molto piccola ed è sempre usata secondo le regole nazinali che sono appese alla porta. Una volta entrata, sai cosa ti devi aspettare.

Il programma di quantitative easing ha avuto un impatto immediato sui bond, sull’azionario. Alcuni temono che si stia formando una bolla e che quei rischi non vengono presi in considerzioni quando si concedono prestiti?

“A volte devi correre dei rischi con misure che potrebbero avere conseguenze indesiderate”. Ma il QE è stata una “risposta appropriata” in una “situazione di rischio straordinario che non si vedeva da diverse generazioni”.

Fonte: La Vanguardia

(DaC)