Grafene è ancora la scommessa del futuro: come investire

16 Ottobre 2018, di Alberto Battaglia

Fra le “next big thing” – prossimi fenomeni sensazionali – dell’universo della tecnologia non c’è solo la struttura immutabile e decentralizzata della blockchain, bensì anche un materiale emergente.

Stiamo parlando di una sostanza sottilissima e ultra resistente che da un po’ di tempo è però caduta nel dimenticatoio sui mercati finanziari – probabilmente per via della lentezza che ci sta mettendo a svilupparsi e a trovare nuove applicazioni nell’economia reale – ma per il quale si immaginano tuttora miriadi di future applicazioni: il grafene.

Ecco una spiegazione breve ed essenziale su cos’è, a cosa può servire e come esporre il proprio portafoglio investimenti sulla sua evoluzione. Partendo dal presupposto che secondo diversi esperti, puntare sul grafene equivale a scommettere sul futuro. Se avrà successo, gli investitori che fanno il loro ingresso nel mercato ora che è ancora agli albori della sua commercializzazione, potrebbero ottenere ritorni da investimento massicci.

Cosè il grafene

Il grafene è frutto di una scoperta risalente al 2004. I due professori dell’università di Manchester protagonisti della ricerca su questo materiale, Andre Geim e Kostya Novoselov, conquisteranno il Nobel per la fisica nel 2010. Dal punto di vista tecnico si tratta di un singolo strato di atomi di carbonio legati in un pattern ripetuto ad esagono.

A suscitare entusiasmo sono, però, le sue caratteristiche: è un milione di volte più sottile della carta, ma 100-300 volte più resistente dell’acciaio. Non solo, è un ottimo conduttore elettrico e ha grande flessibilità, paragonabile a quella della plastica.

Le prime applicazioni concrete

Con queste premesse si sono già state previste varie applicazioni pratiche. Una di queste è l’utilizzo nei pannelli solari, che se realizzati in grafene potrebbero tradursi in celle centinaia di migliaia di volte più sottili e più leggere di quelle di silicio. Ciò implicherebbe una maggiore facilità d’installazione e trasporto di questa tecnologia “pulita”.

Sempre grazie alle caratteristiche di conduttore, il grafene potrebbe essere utilizzato nella produzione di transistor, contribuendo a una riduzione delle dimensioni e del peso dei dispositivi.

Come investire nel grafene

Tra le possibilità disponibili per esporre parte del proprio portafogli al grafene è possibile puntare, ad esempio, su due società quotate attive nello sviluppo delle applicazioni di questo materiale. Verasarien, quotata alla borsa di Londra, opera nella produzione hardware e prodotti termici, anche se negli ultimi anni il focus è stato proprio sullo sviluppo e la commercializzazione di diverse applicazioni del grafene.

Il 548% di crescita del titolo Versarien nel corso del 2017 e il +981.40% negli ultimi 12 mesi mostrano il grado di entusiasmo intorno a questa tecnologia. L’investimento in Versarien non può tralasciare la relativa costosità raggiunta dalle azioni.

Una seconda opzione è Haydale, anch’essa quotata a Londra. La società è attiva nell’applicazione del grafene nel settore aerospaziale. La performance del titolo nell’ultimo anno è stata negativa del 77,51%.

Un’ultima opzione per esporsi al grafene è investire in società che vendono l’attrezzatura necessaria alla produzione del materiale; fra queste CVD Equipment è quotata a New York. CVD Equipment rifornisce settori quali l’aeronautica, il mercato dei dispositivi medici e l’esercito. In questo caso, la performance del titolo nell’ultimo anno è stata negativa del -46,43%.