Governo riconosce rischio recessione, Tria sdrammatizza

31 Gennaio 2019, di Mariangela Tessa

Il governo riconosce il rischio recessione per l’Italia. La conferma è arrivata dal premier Giuseppe Conte, che ha affermato:

“Se nella prima fase e nei primi mesi di quest’anno stenteremo, ci sono tutti gli elementi per sperare in un riscatto, di ripartire con il nostro entusiasmo, soprattutto nel secondo semestre, lo dice anche il Fondo Monetario”.

Le dichiarazioni, pronunciate ieri all’auditorio degli imprenditori dell’Assolombarda a Milano, anticipano i dati sul Pil sul quarto trimestre 2018, in calendario oggi.

“Domani mattina (oggi ndr) verrà fuori una nuova certificazione Istat sul Pil del quarto trimestre e diamo per scontata una nuova contrazione del Pil” ha poi detto il premier Conte “Questi dati congiunturali ci fanno pensare “, ha continuato spiegando che comunque “a me non preoccupa tanto l’export”, e sostenendo che il calo del Pil legato alle esportazioni “lo recuperiamo quando la guerra dei dazi terminerà”.

Infatti, per il presidente del Consiglio, “quando Usa e Cina troveranno un accordo, noi ripartiremo subito” con le esportazioni. Fine della guerra commerciale tra Usa e Cina che secondo Conte ci sarà a breve: “Ragionevolmente questa guerra non potrà continuare a lungo” mentre a livello interno una necessità urgente è quella di far ripartire il settore dell’edilizia.

Conte si è detto sicuro ad Assolombarda che

“Abbiamo una economia che crescerà. Dobbiamo lavorare insieme, progettare gli strumenti per far crescere l’economia in modo robusto e duraturo”. Congiunturali sfavorevoli non dipendono da noi “Abbiamo dati congiunturali che non sono favorevoli, non dobbiamo girare la testa dall’altra parte. Il dato positivo è che non dipendono da noi: sono dati congiunturali dovuti a fattori esterni, alla Cina e alla Germania, che è il nostro primo Paese per l’export”.

Un invito a “non drammatizzare” i dati sul Pil, che verranno diffusi oggi, è arrivato dal ministro dell’economia Giovanni Tria, il quale lancia un messaggio di fiducia agli investitori americani durante il suo viaggio negli Stati Uniti:

“Al di là degli aspetti definitori e convenzionali non credo che questo cambi molto della situazione sia italiana sia nell’ambito dell’evoluzione dell’economia europea”.

Parlando del debito, Tria ha affermato

“Il nostro debito sovrano attualmente credo che sia un buon affare, ha rendimenti buoni ed è riconosciuto che è un debito sicuro, soprattutto quando si è eliminato l’equivoco sulla nostra partecipazione all’unione monetaria europea che non è stata mai messa in discussione”.